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Il coronavirus ha creato un nuovo nemico: il nostro prossimo

Il coronavirus ha cambiato notevolmente la percezione dell'essere umano verso il prossimo

Nei giorni scorsi abbiamo assistito alla sonora impresa di Cateno De Luca, sindaco di Messina, che con pugno di ferro ha deciso di preservare la sua città, porta dell’intera Sicilia, impreparata nell’eventuale picco di contagi.

L’iniziativa, appoggiata da molti, sembrerebbe l’unica soluzione per affrontare l’emergenza, ma, in realtà, dimostra come la concezione degli italiani verso il prossimo stia rapidamente mutando.

L’inquietante virus dalla sua apparizione ha plasmato nel tempo nuovi nemici: prima i cinesi, poi i milanesi, poi i nordisti, runner e biker. Ma ciò che realmente sta accadendo è che oggi siamo diventati nemici di noi stessi, in una lotta alla sopravvivenza.

L’unità tanto agognata ai tempi del coronavirus diventa solo un’utopia, uniti nel pensiero ma divisi nel quotidiano. La caccia all’untore è servita. Chi si ammala diventa un fenomeno social, il cui identikit gira per giorni in una cerchia allargata di sconosciuti per ricavarne informazioni, riscoprendoci così, per caso, dei veri e propri investigatori, pronti a ricostruire legami e spostamenti del malcapitato.

La percezione del pericolo è cambiata. Girovaghiamo circospetti e sbigottiti cercando di salvarci dal collega che tossisce o dal dirimpettaio con la febbre. Anche in casa un coniuge che lavora diventa una potenziale minaccia.

Il finale di questo tormento è incerto, ma sicuramente ne usciremo tutti profondamente segnati, pieni di paure e fobie. Siamo diventati esseri soli, disposti a tutto pur di sopravvivere, anche se ciò implica il rifiuto dei nostri concittadini e compaesani, i nostri parenti e amici fuori città. Di fama, affabili e calorosi con l’ospite, ma intransigenti e severi con noi stessi.

Certamente il tempo guarirà questa profonda ferita, ma una nuova era vedrà un notevole cambiamento sociale dell’essere umano. È chiaro che il ‘virus’ ha distrutto una cosa fondamentale: la conformità.

Filippa Tagliarino

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