Ambiente

Guerra alla plastica: semplici mosse per vincere la battaglia del secolo

Forse non saremo attivisti dotati di rilevanza mediatica ma di certo ognuno di noi può fare la propria parte in favore del pianeta. Ecco alcuni consigli facili da seguire per uno stile di vita eco-friendly.

L’odiosissima plastica è diventata ormai il nemico numero uno degli attivisti di tutto il modo e non solo. Ritrovata all’interno degli stomaci dei più maestosi animali marini, nei fondali e tra le onde del Mare Nostrum e nei fiumi che scorrono in mezzo alle più belle città italiane, essa è ormai parte integrante della nostra vita quotidiana che, se vogliamo raggiungere davvero risultati significativi, dobbiamo evidentemente modificare attraverso nuove e più sostenibili abitudini.

Cosa possiamo fare, quindi, per aiutare il pianeta? Semplici gesti possono fare la differenza non solo per il risultato concreto che comportano ma anche per l’influenza che possono esercitare su chi ci circonda, innescando una catena benefica per l’ambiente e tutti i suoi abitanti.

Quindi, via le buste di plastica e su con le shopper riutilizzabili, molto più resistenti e sicuramente meno inquinanti. Basta cannucce che finiscono a marcire per centinaia di anni nei nostri oceani, sminuzzandosi in piccolissimi pezzi ingeriti da pesci, uccelli marini e tartarughe. Se siete poi titolari di bar o locali, il gioco è fatto: avete il potere di innescare una nuova tendenza e sensibilizzare la vostra clientela bandendole del tutto o adottando le alternative ecologiche in carta, vetro, acciaio o bambù.

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In generale, l’usa e getta sarebbe proprio da evitare: meglio sostituire le bottigliette di plastica con quelle più belle e comode in metallo, ormai facilmente reperibili sugli scaffali di tanti negozi, e non usare posate, piatti e bicchieri di plastica, che saranno sì comodi ma sono un vero e proprio flagello per il pianeta. Dotarsi di un depuratore, qualora non si disponesse di acqua corrente potabile, è inoltre una buona soluzione per non usare anche in casa la plastica, riempiendo bottiglie di vetro.

Che dire poi dei detersivi alla spina? Anche se non si vuole imboccare la strada dell’autoproduzione, riutilizzare un solo contenitore riempiendolo di volta in volta aiuterebbe di molto la lotta agli eccessivi consumi di plastica. Fare attenzione agli imballaggi del cibo è un altro aspetto a cui dovremmo prestare attenzione se vogliamo fare acquisti consapevoli: no a frutta e verdura già imballate, sì ai prodotti sfusi, meno prodotti surgelati le cui confezioni sono difficili da riciclare. In questo senso, ci vengono in aiuto le etichette che riportano i codici di riciclo che rendono conto del grado di riciclabilità della plastica.

Poiché il Consiglio dell’Unione Europea ha stabilito l’eliminazione della plastica monouso dai negozi a partire dal 2021, molte di queste soluzioni presto non saranno più dei consigli ma delle realtà a cui – volente o nolente – dovremo abituarci. Inutile essere recalcitranti: tra non molto dovremmo salutare anche le aste dei palloncini e i terribili cotton fioc, che accanto alle già menzionate bottigliette sono tra le maggiori cause d’inquinamento dei mari. Diverse catene e multinazionali, inoltre, hanno già preso ad adottare misure in favore dell’ambiente: se persino Mc Donald’s è riuscito ad eliminare la famigerata ed iconica cannuccia dai suoi mega bicchieri di Coca-Cola, che adesso non hanno più neanche il classico coperchietto, davvero noi non siamo in grado di finirla con sacchettini, bottigliette e company?

Gina Lo Piparo

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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