Giorno del Ringraziamento, cosa festeggiano gli americani?

di Gabriele Giovanni Vernengo

Come ogni anno, il popolo americano si prepara a ringraziare Dio e a festeggiare, consumando variegate e gustose pietanze.

Festeggiare la benignità di Dio e ringraziarlo per il raccolto e per quanto ricevuto durante l’anno trascorso. È questo il fine del Giorno del Ringraziamento, evento che si festeggia il quarto giovedì di novembre negli Stati Uniti d’America e il secondo lunedì di ottobre in Canada.

STORIA DEL GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO

La festa di origine e derivazione religiosa, ora considerata laica, risale a una celebrazione avvenuta nel 1621 e ripetuta in modo nel 1623.

«Tutti voi Pellegrini, con le vostre mogli e i vostri piccoli, radunatevi alla Casa delle Assemblee, sulla collina… per ascoltare lì il pastore e rendere Grazie a Dio Onnipotente per tutte le sue benedizioni.». E’ stato questo l’ordine che William Bradford, Governatore della Colonia fondata dai Padri Pellegrini a Plymouth, nel Massachusetts, ha emesso dopo che era stato effettuato il raccolto di novembre

Perseguitati in patria per la loro adesione ad un cristianesimo rigorosamente calvinista, I Padri Pellegrini, all’inizio del diciassettesimo secolo, decisero di abbandonare l’Inghilterra e andare nell’America del Nord.

102 pionieri (52 uomini, 18 donne e 32 bambini) imbarcati a bordo della Mayflower, nel 1620, attraverso l’Oceano Atlantico, arrivarono sulle coste americane dopo un duro viaggio; durante il viaggio molti si ammalarono e alcuni morirono.

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Arrivando a destinazione con l’inverno ormai alle porte, si trovarono di fronte a un territorio selvatico e inospitale, fino ad allora abitato solo dagli americani.

I Pellegrini avevano portato dall’Inghilterra dei semi di vari prodotti che si coltivavano in patria e li seminarono nella terra dei nuovi territori.

La natura del terreno il clima non favorevole non permisero la produzione dei frutti necessari al sostentamento della popolazione (che per cui quasi la metà non sopravvisse al rigido inverno).

La situazione rischiava di riproporsi anche l’anno successivo se non fossero intervenuti i nativi americani, che indicarono ai nuovi arrivati quali prodotti coltivare e quali animali allevare (nello specifico il granoturco e i tacchini)-

Dopo il duro lavoro degli inizi, i Pellegrini sancirono un giorno di ringraziamento a Dio per l’abbondanza ricevuta e per celebrare il successo del primo raccolto. Alla festa vennero invitati anche gli indigeni, grazie ai quali avevano potuto superare le iniziali difficoltà di adattamento ai nuovi territori, gettando le basi per un futuro prospero e ricco di ambiziosi traguardi.

Il 29 giugno 1676 Edward Rawson redasse una proclamazione ufficiale di Thanksgiving per conto del governatore della contea di Charlestown, in Massachusetts.

Fu George Washington, il primo presidente degli Stati Uniti d’America, a dichiarare la festa per tutti gli stati nel 1789 proclamando una giornata nazionale di ringraziamento. Molti risero dell’idea, a cominciare da Thomas Jefferson, che da presidente non vi diede alcun seguito.

Il 29 giugno 1676 Edward Rawson redasse una proclamazione ufficiale di Thanksgiving (un giorno di ringraziamento per la buona sorte di cui godeva la comunità e per celebrare la vittoria contro gli “indigeni pagani”, cioè gli stessi nativi americani che avevano accolto e condiviso il territorio con Bradford e gli altri fondatori della colonia di Plymouth.)

Nei secoli successivi la tradizione del Thanksgiving si estese a tutto il Paese. Il primo presidente degli Stati Uniti d’America, a dichiarare la festa per tutti gli stati nel 1789 proclamando una giornata nazionale di ringraziamento fu George Washington.

Alla metà del XIX secolo il Thanksgiving era diffuso nella maggior parte del territorio americano e osservato da tutti gli strati sociali, dai ricchi ai meno abbienti. Ai giorni d’oggi la festa viene celebrata in tutti gli stati dell’America ma in giornate diverse.

Alcuni giorni prima del Giorno del ringraziamento, alla Casa Bianca si svolge la tradizionale cerimonia della grazia presidenziale a due tacchini (o National Thanksgiving Turkey Presentation). Un evento che ha origini nel 1963. Il precursore dell’iniziativa fu John Fitzgerald Kennedy che scelse di non cucinare il tradizionale tacchino donato al Presidente dalla National Turkey Federation.

Dal 1989 uno dei tacchini graziati apre la parata sulla Main Street di Disneyland e poi entrambi vengono trasferiti nello stesso ranch. Nonostante alla parata partecipi solo uno, ne vengono graziati due (nell’eventualità che uno dei due non arrivi vivo alla parata). A partire dal 2005 il trasferimento da Washington a Los Angeles avviene con un volo di prima classe della United Airlines.

Dal 2003 i cittadini americani sono invitati a scegliere il nome dei tacchini votando sul sito della Casa Bianca.

IL MENÙ DEL PRIMO RINGRAZIAMENTO

Nel menù di quel primo Ringraziamento americano ci furono pietanze che divennero tradizione per le feste in particolare il tacchino e la zucca — insieme con altre carni bianche, carne di cervo, ostriche, molluschi, pesci, torte di cereali, frutta secca, noccioline e caramelle.

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IL PRANZO DEL RINGRAZIAMENTO

Uno dei piatti che per l’occasione non può mancare è il tacchino, uno degli alimenti preferiti dagli americani. Si stima che solo negli Stati Uniti, i tacchini consumati durante il weekend festivo ogni anno sono più di 40 milioni.

Al sud persiste negli l’abitudine di condire la carne con la focaccia di granturco, secondo la tradizione del «ciò che si ha, si usa».

Nel nord degli Stati Uniti il tacchino viene condito con il wild rice, una tipica specie di riso americana.

Un alimento sfizioso tipico del pranzo del Thanksgiving è anche la salsa di ossicocco (mirtillo palustre o cranberry), fatta con bacche fresche o congelate. Per molti, altri piatti tipici di questa festività sono le patate dolci, unite a zucchero, spezie e burro, lo yam, o anche la torta di zucca, secondo la tradizione si mangiano anche biscotti fatti in casa.

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FESTA DEL RINGRAZIAMENTO E BLACK FRIDAY

Al Thanksgiving day è strettamente legato il Black Friday, il venerdì successivo, che negli Usa dà inizio alla stagione dello shopping natalizio.

CRITICHE ED ENTUSIASMO

La giornata del ringraziamento, ogni anno, è oggetto di critiche e elogi. A criticarlo sono Judy Dow e Beverly Slapin, due  studiose nordamericane che si domandano se l’elaborazione del mito del Thanksgiving non serva innanzitutto a respingere i sensi di colpa dell’uomo bianco, reo di aver sottratto il continente ai nativi americanii. Tuttavia, i sostenitori della festa  ritengono che essa rappresenti comunque un messaggio positivo per il futuro, nonostante la massiccia manipolazione dei dati storici.

Gabriele Giovanni Vernengo

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