Cronaca

Giornata Mondiale per la prevenzione del suicidio: i numeri, le cause e la prevenzione

In occasione della 16esima Giornata Mondiale per la prevenzione del suicidio, approfondiamo le ragioni che stanno alla base di questo terribile gesto.

(di Lilia Ricca) Oggi, 10 settembre, è la Giornata Mondiale per la prevenzione del Suicidio, giunta alla sua 16esima edizione, lanciata per la prima volta a Stoccolma e promossa dall’Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio (AISP), iniziativa subito riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

I NUMERI DEI SUICIDI

Sconfitte, vergogna, abbandoni, abuso di sostanze e una perdita di punti di riferimento sono la causa di un problema sempre più in aumento, come quello dei suicidi.

È l’Italia uno dei Paesi con il più alto tasso di suicidi. Nel mondo se ne registrano 800.000 all’anno. Nei giovani tra i 15 e i 29 anni è la seconda causa di morte: la prima in Svezia, la seconda nel nostro Paese, per un 4,2% di adolescenti in totale che tenta il suicidio. Ed è proprio in questa fascia, che il tasso resta costante. Diminuisce, invece, per le altre fasce d’età.

LE CAUSE

Le perdite finanziare e di lavoro, in primis. I rischi sono anche per gli adulti e gli anziani che vivono in condizioni di isolamento e lontano dalle cure. Diverse quindi le cause, non sempre si può parlare di depressione. L’unica certezza è che la prevenzione dà dei risultati. È fondamentale tenere conto dei segnali d’allarme e intervenire dove ci sia stato un primo tentativo.

IL FATTORE ‘SERIE TV’: IL CASO ’13 REASON WHY’

Oltre a quelli elencati prima, un altro fattore, soprattutto nei giovani, sono le serie TV e i film che generano sentimenti di paura, angoscia e ansia. In onda da poche settimane in Italia la terza stagione della serie ’13’, in America ’13 Reason Why’, che sta scatenando parecchie polemiche per quanto riguarda i contenuti. La serie narra, infatti, la vicenda di un’adolescente che organizza un suicidio. Primo del colpo, la registrazione di 13 cassette audio. Ognuna di queste, indirizzata ad una persona che ha avuto un ruolo nella decisione di togliersi la vita. Genitori, insegnanti, professionisti si sono confrontati sull’impatto dato da questa serie sugli adolescenti. Toni molto duri giungono dall’International Association for Suicide Prevention (IASP) secondo cui la serie ignora completamente la presenza di problemi di depressione e salute mentale, e il suicidio viene dipinto come conseguenza di eventi estranei.

Ma di solito, il suicidio deriva da un’interazione complessa tra fattori esterni ed interni all’individuo. La serie quasi ‘romanticizza’ il suicidio, violando in questo modo le linee guida dell’Ordine Mondiale della Sanità. Una delle critiche più severe mosse dall’IASP è il rischio di emulazione. Un rischio che riguarda le persone più vulnerabili. Nelle persone comuni invece, la visione di immagini crude può generare sentimenti di angoscia per breve tempo, prima che la cosa scompaia.

Ricerche dimostrano come la rappresentazione in dettaglio di un suicidio nei media, aumenti il rischio stesso di suicidio dall’81% al 175% nelle settimane e nei mesi successivi alla visione.

Come prevenire?

Non facendo vedere l’atto in sé nei film e nelle serie TV. Esiste una prevenzione primaria svolta nelle scuole, che punta alla consapevolezza nei ragazzi nel riconoscere i propri campanelli di allarme, e in caso di depressione a chiedere aiuto e a chi.

Questo tipo di prevenzione ha già generato una riduzione del 50% del tentativo di suicidio. Un’altra modalità è rivolta ai programmi di comunità più ampia condotti dagli adulti più vicini ai ragazzi, spesso gli insegnanti, a cui viene affidato il compito di segnalare eventuali problemi ai professionisti. Con questo modello, un 80% di ragazzi con il proposito di suicidio ha comunicato il proprio proposito. Più in generale, un ottimo strumento è la predisposizione all’ascolto e una maggiore attenzione ai ragazzi e agli adulti a rischio. Anche un solo minuto di tempo, la condivisione di una storia ed una parola di conforto può cambiare per sempre il destino di una persona.

Lilia Ricca

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