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Giornata contro la violenza sulle donne: “Una pandemia ombra”

Nel 2020 in Italia è stata uccisa una donna ogni tre giorni con un triplicarsi del fenomeno durante i mesi del lockdown

“Una pandemia ombra”. Così, il segretario dell’Onu Antonio Guterres ha definito il dilagante fenomeno che ogni 25 novembre viene ricordato nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Secondo le più recenti statistiche, quest’anno in Italia è stata uccisa una donna ogni tre giorni con un triplicarsi del fenomeno durante i mesi del lockdown.

Violenza sulle donne, i dati

I dati più aggiornati del ministero dell’Interno ritraggono la situazione fino al 19 novembre 2020. Il numero delle donne uccise è di 96, a fronte delle 98 registrate lo scorso anno nello stesso periodo. Tuttavia, è bene considerare che il numero degli omicidi, in generale, si è ridotto nel 2020 a 237 contro i 286 dello scorso anno. Dunque, anche se la differenza del numero di femminicidi appare lieve, essa segna in realtà una maggiore incidenza del fenomeno.

Nel primo semestre del 2019, inoltre, i femminicidi erano il 36% degli omicidi totali, mentre nel primo semestre del 2020 la percentuale sale al 46%.

Altro dato “interessante” è che più della metà dei delitti complessivi si sono consumati in ambito familiare o comunque all’interno di una relazione di coppia (126  su 237). Nella maggioranza dei casi, le vittime di violente uccisioni sono state le donne.

A ciò si aggiungono le ricadute della convivenza forzata dal lockdown. In quel periodo è stata uccisa una donna ogni 48 ore.

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

“Le istituzioni hanno raccolto il grido di allarme lanciato dalle stesse donne e dalle associazioni che da decenni sono impegnate per estirpare quella che è, ancora in troppe situazioni, una radicata concezione tesa a disconoscere la libertà delle donne e la loro capacità di affermazione“, ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sottolineando l’importanza di denunciare affinché la convivenza non degeneri in violenza.

Il fenomeno “purtroppo non smette di essere un’emergenza pubblica“, ha sottolineato il capo dello Stato, facendo riferimento ad “una società dove il rispetto per la donna non fa parte dell’agire quotidiano delle persone, del linguaggio privato e pubblico, dei rapporti interpersonali”.

Il premier Giuseppe Conte ha evidenziato soprattutto i dati relativi alle settimane del lockdown: “È un dato che mi ha molto preoccupato e oggettivamente desta allarme e pone interrogativi ineludibili rispetto alle decisioni da prendere”.

“Abbiamo involontariamente creato profondo disagio sociale e psicologico, e anche questo c’è all’origine degli episodi di femminicidio che sono triplicati nel corso del lockdown, raggiungendo l’inquietante media di uno ogni due giorni, in una fase in cui invece gli omicidi sono diminuiti”, ha dichiarato in occasione dell’iniziativa della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio “Dalla parte delle donne. Il ruolo fondamentale dei centri antiviolenza in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”.

Dello stesso avviso il Segretario Onu Antonio Guterres, che su Twitter ha scritto: “La violenza contro le donne e le ragazze è un’emergenza globale che richiede un’azione urgente a tutti i livelli, in tutti gli spazi e da parte di tutte le persone. Nella Giornata internazionale per porre fine alla violenza contro le donne ribadisco il mio appello a porre fine a questa pandemia ombra una volta per tutte”.

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne,  le origini

Istituzionalizzata dall’Onu nel 1999, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne prende le mosse dall’uccisione, il 25 novembre del 1960, di  Patria, Minerva e María Teresa Mirabal, per mano degli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo, nella Repubblica Dominicana.

Le tre sorelle, detta  Las Mariposas (“Le farfalle”), si erano coraggiosamente opposte al regime  lottando per i diritti delle donne e per questo furono picchiate e gettate in un burrone durante il tragitto per il carcere, dove stavano andando a far visita ai loro mariti. 

Dopo un lungo percorso, a volte lento ma comunque inesorabile, il 25 novembre del 1981 si approdò al primo “Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche”. Nel 1993 la violenza sulle donne  stata riconosciuta quale fenomeno sociale da combattere con la Dichiarazione di Vienna.

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne,  le iniziative

Oggi saranno diverse le iniziative che, nel rispetto delle norme anti-Covid, celebreranno la Giornata soprattutto ponendo l’accento su quanto dev’essere ancora fatto per arginare il fenomeno della violenza ai danni delle donne.

Il movimento Non una di meno sarà alle 11 a Piazza Montecitorio e, tra le 16 e le 17, a Ponte Garibaldi. “Porteremo in piazza i dati della violenza domestica, economica e istituzionale sulle nostre vite ma presenteremo anche il conto al governo per il prezzo pagato al confinamento in casa, per l’enorme quota di lavoro di cura e assistenza gratuito, precario o malpagato su cui si regge la società e su cui in particolare si è gestita l’emergenza sanitaria”, hanno dichiarato le organizzatrici, chiedendo che parte del Recovery Fund  sia destinato a sanità e scuola pubblica, alla garanzia di un reddito di autodeterminazione, di un salario minimo europeo e di un welfare veramente universale.

In streaming sui canali ufficiali del Ministero della Giustizia sarà, inoltre, oggi trasmesso il rapporto “Un anno di Codice rosso”, sulla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Il report presentato dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede raccoglie anche i dati giudiziari sulle nuove fattispecie di reato introdotte dal Codice Rosso.

 

 

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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