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Germania, una legge per rendere ogni cittadino un donatore di organi

Attualmente, le persone in Germania, come anche in Italia, possono decidere anticipatamente di diventare donatori di organi, e solo allora i loro organi verrebbero prelevati in futuro.

La nuova legge proposta in Germania cambierebbe questo processo: una persona dovrebbe opporsi esplicitamente e per iscritto a essere un donatore di organi.

Tale proposta di legge, sostenuta da Jens Spahn, ministro della salute apertamente omosessuale dell’attuale governo, famoso per aver anche approvato una legge che vieta la terapia che sostiene i bambini che attraversano un periodo di confusione riguardo al proprio sesso, viene soprannominata ‘soluzione dell’obiezione‘ e, come il cancelliere Angela Merkel, Spahn è membro dell’Unione Democratica Cristiana.

Medici e studiosi di diversa estrazione sostengono che solo quando il cuore di una persona smette di battere e la sua respirazione cessa per un determinato periodo di tempo si può dire che la morte sia realmente avvenuta. Secondo tali esperti, la semplice perdita della funzione cerebrale non costituisce la morte.

Tutte le organizzazioni a favore della vita hanno criticato la mancanza di considerazione del concetto di morte cerebrale nella soluzione dell’obiezione, condividendo preoccupazioni come Annalena Baerbock del Partito Verde, che rifiuta l’impostazione predefinita e afferma che la donazione deve essere volontaria. Per tali motivi, la Baerbock ha anche proposto una legge alternativa.

Il portale LifeSiteNews ha raccolto le dichiarazioni dei rappresentanti di diverse organizzazioni pro-vita tedesche.
Alexandra Linder, presidente del gruppi tedesco pro-life Bundesverband Lebensrecht (BVL) , sostiene che la proposta di Legge contraddice il diritto all’autodeterminazione e porterebbe a un obbligo virtuale imposto dallo stato di rinunciare ai propri organi.

Mentre il termine autodeterminazione è spesso usato dai sostenitori dell’aborto e dell’eutanasia, Linder lo usa come termine legale basato sulla costituzione tedesca: «Ogni persona deve avere il diritto al libero sviluppo della sua personalità nella misura in cui non vìola i diritti degli altri o offende l’ordine costituzionale o la legge morale».

Paul Cullen, présidente del gruppo di medici pro-vita Ärzte für das Leben (Äfdl), nel giugno 2019, in una lettera di tre pagine ha esortato tutti i membri del parlamento a non votare per la «soluzione dell’obiezione».

Cornelia Kaminski, responsabile di Aktion Lebensrecht für Alle (ALfA), un’altra nota organizzazione pro-vita tedesca, ha sottolineato che la donazione di organi deve sempre essere un atto volontario poiché la soluzione di obiezione porterebbe ad una socializzazione del corpo e la degraderebbe in un deposito di pezzi di ricambio.

Anche Christdemokraten für das Leben (CDL), gruppo pro-vita all’interno dell’Unione Democratica Cristiana, ha sottolineato che la donazione di organi deve essere volontaria, come suggerisce la parola ‘donazione’.

Perfino, la Conferenza episcopale tedesca, conosciuta nella Chiesa cattolica per la sua eterodossia, si oppone alla soluzione dell’obiezione. Il cardinale Reinhard Marx promuove la donazione di organi, ma manifesta significative preoccupazioni legali ed etiche sulla proposta di legge: «La donazione di organi, che per molte persone è l’unica opzione per salvare la propria vita, merita il massimo riconoscimento da una prospettiva cristiana come atto di carità e solidarietà, oltre la morte».

La legge alternativa proposta da Annalena Baerbock e Ursula von del Leyen, ora presidente della Commissione europea a Bruxelles, ha come obiettivo quello di favorire un esame regolare della questione della donazione di organi. Le persone sarebbero incoraggiate a registrare la loro decisione, a favore o contro la donazione di organi, in un database. Tale decisione potrebbe essere modificata in qualsiasi momento.

La presidente della BVL, Linder, ha ritenuto ragionevole l’esame del problema della donazione di organi dal momento che tutti dovrebbero pensarci e parlare ai propri parenti di ciò che si desidera nel caso in cui non possano più prendere una decisione da soli.

CDL, il gruppo pro-vita dei politici democratici cristiani, sostiene esplicitamente la proposta di Baerbock e specifica che in molti casi il momento della morte è equiparato a quella che viene chiamata ‘morte cerebrale’ tuttavia, chiarisce CDL, gli esperti hanno a lungo criticato la riduzione di un essere umano solo al loro cervello. La dichiarazione descrive un caso recente in Germania, in cui una donna di 29 anni aveva perso tutte le funzioni cerebrali a seguito di un incidente d’auto. I medici si erano resi conto che la donna era incinta di nove settimane e l’avevano mantenuta in vita, anche se in passato era stata aperta alla donazione di organi. 20 settimane dopo, ha improvvisamente dato alla luce una bambina sana. «Se fosse stata un cadavere, sarebbe stato quasi impossibile» . Commenta sarcasticamente CDL.

Nessuno mette in dubbio l’importanza della donazione degli organi, unica fonte di speranza per molti malati, ma la soluzione dell’obiezione, nel suo processo imposto, senza tenere conto dell’autodeterminazione del paziente, sembra proprio il degno progresso dell’eutanasia: staccare la spina per prelevare i ‘pezzi di ricambio’ da inserire nei prodotti imperfetti. Una sottile linea etica separa, o unisce, due vite: chi ha più diritto di vivere?

Filippa Tagliarino

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