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Genitori a tutti i costi? Una riflessione dopo i fatti di Bibbiano

Nell’era del consumismo anche i bambini diventano il “prodotto” perfetto per soddisfare l’egoismo dell’uomo.

Cari genitori, come reagireste se improvvisamente venisse un estraneo con saccenza a metter in dubbio la vostra potestà genitoriale, strappandovi dal vostro focolare il vostro bambino? È il più temibile degli incubi dal quale, purtroppo, molte famiglie non hanno avuto possibilità di risveglio.

Si è detto tanto sulla vicenda di Bibbiano, bambini sottratti alle famiglie per un business illecito da parte di un intera organizzazione, che va da assistenti sociali senza scrupoli e psicoterapeuti. Quest’ ultimi appartenenti alla stessa onlus che vent’anni fa agì nello stesso modo; da tali atti, fu ricostruita un inchiesta chiamata “veleno”. Oggi l’inchiesta ha un altro nome, “angeli e demoni”, ma la storia si ripete.

Secondo testimonianze e ricostruzioni degli inquirenti, i bambini torturati psicologicamente e plagiati, venivano allontanati dalle famiglie , calunniate di crimini aberranti; gli stessi, hanno accusato il sindaco, oggi agli arresti domiciliari, di essere al corrente di tutto.

Ma lo scopo di questo assurdo piano, va ben oltre il guadagno economico, piuttosto un piano mirato e ben preciso, più grave dell’ avidità pecuniaria: un radicale cambiamento ideologico.

Stavolta, prove reali e conclamate, dimostrano come, il potere del più forte, fa leva sul più debole, che, alla mercé di “sapienti” tuttologi, è vittima di sperimentazione; studiano relazioni e comportamenti dell’inerme uomo, cavia, o bestia, per ricavarne scopi studiati a tavolino, per creare una futura generazione senza una precisa identità: asessuata, orfana e senza ideali familiari; ecco la teoria “gender”.

Sì, voi scettici storcerete il naso, ma non negherete mica il bombardamento quotidiano manipolatorio? Siamo sotto assedio, persone influenti esortano i giovani a guardare oltre il sesso ed essere promiscui; analogo l’indottrinamento adottato dalle psicoterapeute sui bambini, affidati a più famiglie omosessuali, persuasive nell’inculcare alle “giovani future generazioni”, come approcciarsi verso l’ altro sesso. Organizzatrice della fiera “multicolor”, un’esponente attiva della comunità lgbt, che agiva ,sicuramente, per “deformazione professionale”, diretta verso la creazione del mondo secondo il suo credo, avviata alla distruzione della famiglia, unico scopo fondamentale di cui siamo testimoni.

Da semplice teoria, il gender, ha preso campo in modo subdolo; una teoria può sempre essere negata, una teoria non esiste, potrebbe anche essere un’ invenzione allarmante di genitori complottisti, ma la realtà è che negandola, occultamente, si è insinuata sempre più nella mente del” distratto” uomo, sicuro nell’impossibilità di realizzazione, inconsciamente accompagnato con dolcezza, ad una “abitudine all’idea” che non sembra più poi cosi scandalosa. Giorno dopo giorno è in atto, giocando anche la carta di bullismo e vittimismo, l’ergersi di innovatori di famiglie, difensori dei più deboli, che portano orgogliosamente lo stendardo di paladini giustizieri contro lo stereotipo di famiglia tradizionale dove quasi sempre il marito è fedifrago, frequentatore di case chiuse. Sono realtà esistenti, è vero, ma trovarne indignazione da parte di sostenitori del “poliamore“è alquanto fuori luogo.

Tra barbare adozioni, uteri in affitto e figli in provetta, porsi dei quesiti è lecito. Chi davvero fa tutto questo per nobili cause? Ma davvero nel mondo molti sono preparati a questo stravolgimento? Chi, oggi si batte per famiglie con componenti dello stesso sesso, è nato da famiglie tradizionali, ha un rifugio sicuro dove sentirsi protetto, dove trova l’abbraccio avvolgente di una mamma e la stretta fiera del padre, ma perché rinunciarvi? No, non è il solito discorso bigotto e moralista, solo non sarebbe giusto privare i bimbi futuri di questa meraviglia: “l’amore perfetto“, equilibrato; bilanciato su due differenti unità di misura, equiparati secondo la giusta dose naturale di severità mista a formazione, ognuno col suo ruolo appropriato. Scusate ,”innovatori familiari” , ma c’è ancora chi non è pronto a rinunciare al vecchio piano ideologico, tramandato da secoli e a cui tutti sono tanto affezionati.

Filippa Tagliarino

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