Fotografa cristiana costretta a lavorare per i matrimoni omosessuali

di VoceControCorrente

La scorsa settimana una fotografa cristiana di matrimoni ha intentato una causa contro un’ordinanza di Louisville, Kentucky (USA) perché costretta a fotografare i matrimoni omosessuali e a non pubblicare il suo credo religioso sul suo sito web.

Alliance Defending Freedom (ADF), organizzazione no profit cristiana, ha intentato una causa presso la corte federale per conto di Chelsey Nelson, specializzata in fotografia, montaggio e blog matrimoniali.

L’ordinanza di Louisville rende illegale che «una persona possa negare a un’altra il pieno ed uguale godimento di beni, servizi, strutture, privilegi, vantaggi e alloggi» sulla base, tra le varie cose, anche dell’«orientamento sessuale».

I legali di Chelsey sostengono che l’ordinanza di Louisville violi il primo emendamento sulla libertà di parola e sul libero esercizio della religione, nonché il quattordicesimo emendamento sul giusto processo. Inoltre, l’ordinanza violerebbe la clausola istitutiva del primo emendamento perché costringerebbe la donna a partecipare «a esercizi religiosi» che non sono coerenti con le sue convinzioni. Inoltre, l’ordinanza violerebbe anche il Kentucky Religious Freedom Restoration Act.

LEGGI ANCHE: DuckTales, a Paperopoli la prima coppia di paperi omosessuali.

«Chelsey crede che Dio abbia progettato il matrimonio come un dono per le persone di tutte le fedi, razze e origini e che Dio abbia istituito il matrimonio come un’alleanza tra un uomo e una donna. Le opinioni di Chelsey sul matrimonio provengono dalla sua interpretazione personale della Bibbia e dagli insegnamenti della Convenzione battista del sud e della sua chiesa», hanno affermato i legali della donna nella causa.

Tra l’altro, Chelsey «serve i clienti indipendemente da chi sono, compresi quello della comunità LGBT» ma «non può promuovere ogni messaggio o celebrare ogni evento che le viene chiesto».

E ancora: «Nella nostra società pluralistica, in cui non siamo d’accordo su molti argomenti, i relatori in genere hanno la libertà di scegliere ciò che dicono. Non forziamo i web designer LGBT a creare contenuti che condannino il matrimonio tra le persone dello stesso sesso per una chiesa. O costringere i tipografi musulmani a stampare volantini anti-islamici per una sinagoga. Il primo emendamento protegge la libertà di questi oratori. Louisville non dovrebbe togliere la stessa libertà a Chelsey soltanto perché vuole ha una visione ‘diversa’ del matrimonio».

Come andrà a finire?

LEGGI ANCHE: Cammina guardando lo smartphone e cade sui binari / VIDEO.

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un 'Mi Piace' sulla nostra pagina Facebook!

Articoli Correlati