CronacaMolise

Focolaio di coronavirus in Molise: 72 contagiati nella comunità Rom

Tutti hanno partecipato a un funerale che doveva essere vietato.

In Molise è scoppiato un focolaio di coronavirus che ha portato alla scoperta in 10 giorni di 72 persone infette tra la comunità Rom di Campobasso.

Analizzando i casi, si è scoperto che il 30 aprile scorso tutti avevano partecipato a un funerale di un componente della comunità e, quindi, è scoppiata la polemica che ha riguardato soprattutto Roberto Gravina, sindaco del MoVimento 5 Stelle, che ha autorizzato la cerimonia funebre.

Infatti, quel funerale è avvenuto – come appena scritto – il 30 aprile, ovvero prima dell’avvio della fase 2, ovvero il 4 maggio. In pratica, stando alle disposizioni legislative, la cerimonia avrebbe dovuto svolgersi alla presenza dei familiari più stretti (massimo 15).

Il sindaco, intervenendo al Corriere della Sera, si è giustificato così: «Non temo di essere smentito sul fatto che rispetto al controllo e all’assembramento, che nulla avevano a che vedere né con un funerale né con la tumulazione, chi vi parla e tutta l’amministrazione comunale non potevano avere responsabilità perché era stato lo stesso Questore a dire che in quell’area avrebbero fatto loro le verifiche. Quindi, abbiamo garantito che fuori al cimitero ci fosse il numero minimo di persone, come testimoniato dalle foto. Le immagini che abbiamo visto tutti noi le abbiamo visionate solo l’8 maggio, a fatti già accaduti, quando qualcun altro era presente lì e avrebbe dovuto garantire quello che tutti voi, e il sottoscritto, richiede».

Domenico Toma, presidente della Regione Molise, contattato dall’Adnkronos, ha affermato: «Il Molisse è ancora una regione virtuosa, a ieri sera il dato dei positivi a Campobasso era 125. La quota rom è intorno agli 80. Da considerare, però, che abbiamo una popolazione di quasi 50mila abitanti, 125 casi su 50mila sono facilmente controllabili».

Comunque, al primo cittadino di Campobasso, Toma ha assicurato di aver manifestato tutta la sua contrarietà per quanto accaduto: «Il sindaco ha la sua tesi che sta sbandierando per mari e monti. Io gli ho detto ‘Ma che cavolo ha fatto?’ e lui ha dato giustificazioni che per me non sono sufficienti. Tre secondi dopo, però, mi sono attivato con la Protezione Civile e con la sanità per arginare il contagio e abbiamo circoscritto il cluster. Ho parlato con i capi rom che mi hanno assicurato che avrebbero sensibilizzato la comunità a stare in quarantena. Con la Prefettura, il comitato di sicurezza provinciale, abbiamo concordato un servizio rafforzato di vigilanza dinamica».

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