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Fiorello: “Noi 60enni andiamo protetti, come i panda, io resto a casa”

Lo showman siciliano sui social media dice la sua sulla fase due che potrebbe non riguardare i 60enni.

«Siamo di fronte ad un’emergenza globale e solo una risposta globale può fare davvero la differenza. Questo virus non conosce frontiere: abbiamo bisogno di abbatterle per sconfiggerlo».

Rosario Fiorello ha condiviso sui suoi profili social l’appello per la campagna #unitisenzafrontiere. «Sarà possibile donare per il Fondo Globale Emergenze Covid 19 di Medici senza Frontiere nel mondo con un solo click, attraverso Facebook. Migliaia di persone da ogni parte del mondo potranno unirsi alla mobilitazione contribuendo alla raccolta fondi con una cifra simbolica (1,2,5 o 10 euro) o anche solo condividendo il messaggio sui propri canali social e invitando i propri amici a fare lo stesso», prosegue l’appello.

Poi, in merito alla possibilità che i 60enni debbano restare a casa nella fase 2, Fiorello, in un video, ha affermato:

«Salve sono Rosario Fiorello, sono nato il 16 maggio del 1960. Significa che il 16 maggio compirò 60 anni. Adesso, i sessantenni non possono uscire, io non ce li ho ancora. In pratica, dal 4 maggio al 16 maggio potrei uscire. Ma noi sessantenni dobbiamo fare fronte comune e dobbiamo dare retta a chi ci governa. Se dicono che i sessantenni devono restare a casa vuol dire che siamo persone a rischio. Siamo a rischio e siamo persone da proteggere. Noi andiamo protetti, perché siamo un po’ come il panda, il cercopiteco, come il colibrì dell’Himalaya, siamo in via di est… No, estinzione, un attimo… Però, però, però… Non usciamo».

«Dicono che non dobbiamo uscire? Non usciamo. Stiamo a casa. Vabbe’ che i sessantenni di oggi non sono i sessantenni di una volta, siamo molto più arzilli diciamo… Però rimaniamo a casa. Io però dal 4 maggio al 15 una uscitina me la farò. Con la mascherina, con lo scafandro, con il passa montagna, con la muta… Io addirittura, pensate, levo il pesce rosso dalla boccia, levo l’acqua e mi metto la boccia del pesce rosso», ha detto mimando il gesto di calarsi la boccia sulla testa.

E continua: «Amici sessantenni, rassegnamoci. Lo so, lo so, che voi pensavate di essere ancora giovani. Non è così… Entriamo nella cerchia degli anziani a rischio. Quindi mi rivolgo ad alcuni amici che conosco. Ligabue, tu non puoi uscire, sappilo. Pensa Baglioni, Venditti questi proprio chiusi, chiusi. Io rimarrò a casa, a meno che qualcuno non dica: ‘no, no, i sessantenni possono uscire. Dai, i 61, 62, 63 toh, dai. Grazie…».

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