Politica

Fine vita e suicidio assistito: le reazioni del centrodestra alla sentenza della Consulta

Il giorno dopo la sentenza della Consulta sul suicidio assistito. I commenti di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia.

«Confusione, arbitrio, sopraffazione. Questo trovo nella decisione della Corte Costituzionale che apre la strada all’eutanasia e al suicidio con la complicità dello Stato. Si scaricano sul servizio sanitario e sulla magistratura responsabilità abnormi. Si impedisce al Parlamento di legiferare ma, contraddicendosi, se ne auspica poi l’intervento. Perché allora la Corte Costituzionale è scesa in campo andando oltre le proprie competenze e responsabilità? C’è cinismo in questa decisione», ha dichiarato il senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia) in merito alla legge sul fine vita che arriverà in Parlamento dopo la sentenza della Consulta sull’aiuto al suicidio assistito.

E continua: «Un coordinamento di giuristi per la vita si è appena costituito. Hanno giustamente deciso, qualora per conseguenza di questa sentenza ci saranno dei veri e propri omicidi, di chiamare in causa direttamente e personalmente quanti sono responsabili di questa decisione. Osserverò le loro iniziative e, se ci sarà modo di sostenerle, le condividerò. I membri della Corte Costituzionale non hanno soltanto fatto degli errori giuridici, si sono assunti una responsabilità individuale e personale che, da quanto ho appreso, qualcuno ha intenzione di attribuire direttamente a loro».

Carolina Varchi, capogruppo Fdi in Commissione Giustizia alla Camera, afferma: «Per Fratelli d’Italia c’è una doppia sconfitta: una sconfitta della nazione che nel nome di una logica relativista rischia di vedere introdotto nel proprio ordinamento una legalizzazione del suicidio, se non addirittura l’eutanasia; e una sconfitta per il Parlamento, che ha dovuto abdicare al proprio ruolo per l’irresponsabilità delle forze di maggioranza che non si sono mai assunte la responsabilità di addivenire ad una iniziativa parlamentare quanto più condivisa possibile. Per Fratelli d’Italia la vita è sacra e in nome di questo principio, che per noi è un principio non negoziabile, non potremmo mai sostenere delle iniziative volte alla depenalizzazione dell’aiuto al suicidio. Rischiamo una deriva utilitaristica nel nome della quale sarà più facile uccidere un malato che curarlo. A questo non vogliono arrivare».

Commenta così il vice capogruppo della Lega alla Camera, Alessandro Pagano: «La sentenza della Corte Costituzionale sul suicidio assistito spalanca le porte al Far West. Al Parlamento dice che deve intervenire con una legge, ma nel frattempo lo scavalca di fatto anticipando quale debba esserne l’orientamento e assegnando al giudice di ogni singolo caso il potere di stabilire quando togliere la vita, o meno. Ricorda che la normativa su consenso informato e cure palliative deve essere rispettata, ma si guarda bene dal dire come, visto che la legge sulle cure palliative non è mai stata finanziata e non esistono reparti a ciò attrezzati. In altre parole, uno scaricabarile sul Servizio sanitario nazionale. In più, l’obiezione di coscienza, di cui la Consulta aveva parlato nell’ordinanza 207, è scomparsa completamente dai radar. Il suicidio di Stato è un’aberrazione e una sconfitta della civiltà giuridica. Alla Camera è pronta da mesi una nostra proposta di legge, di cui sono primo firmatario, per tutelare le persone più deboli e in difficoltà dalla prospettiva eutanasica da parte di terzi».

Arriva l’ex Ministro Matteo Salvini: «Vedremo il testo che arriverà in Parlamento, ma se si parla di suicidio per legge e di suicidio di Stato, io non lo voto, perchè la vita è sacra», così il leader della Lega commenta a margine di un comizio a Passignano sul Trasimeno (Perugia). Lo Stato che legittima il suicidio non è il mio Stato, è una scelta che riguarda le famiglie, i medici, non entro nel merito dei drammi personali». Per Salvini, piuttosto, «un Paese civile dovrebbe investire per la ricerca, per la cura, per le cure palliative e per sollevare dal dolore inutile famiglie che sono abbandonate a se stesse».

«La sentenza della Corte costituzionale è una doppia sconfitta. È una sconfitta per la politica e il Parlamento che hanno deciso di abdicare al loro ruolo e di non decidere. È una sconfitta per la nazione, perchè quella dei giudici costituzionali è una decisione che apre un varco alla possibilità di legalizzare il suicidio assistito e introdurre l’Eutanasia nel nostro ordinamento. È uno scenario preoccupante e sconcertante che Fratelli d’Italia contrasterà con forza e decisione. Per noi la vita è sacra ed è degna di essere difesa dall’inizio alla sua fine», afferma il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Lilia Ricca

Leggi anche: Eutanasia, perché la prassi sarebbe un oltraggio all’anima.

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