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Feti sepolti al cimitero di Roma, nelle tombe spunta il nome delle madri: è polemica

A raccontare l'accaduto è una donna, che su Facebook pubblica la foto della tomba del suo piccolo

Centinaia di croci bianche, centinaia di corpicini seppelliti al cimitero Flaminio di Roma. E nelle croci il nome delle madri che hanno voluto interrompere la gravidanza. A raccontare l’accaduto è Marta Loi, che su Facebook pubblica la foto della tomba del suo piccolo.

A Roma intanto è scoppiata una polemica di forte impatto emotivo che coinvolge associazioni delle donne, Garante della Privacy, ospedali e servizi cimiteriali. Poche ore fa è stata annunciata un’interrogazione parlamentare.

La legge sulla sepoltura del 1939

La sepoltura è una possibilità regolata da una vecchia legge che risale al fascismo. La norma prevede che chi si sottopone ad un aborto terapeutico possa chiedere all’ospedale di avviare questa procedura. Questo non spiega come sia possibile che il feto venga sepolto e il nome della madre sia affisso su una croce, tanto che l’Autorità garante della Privacy ha aperto un’istruttoria.

Anche il simbolo religioso è stato messo in discussione: nessuna delle donne aveva specificato il proprio orientamento religioso, quindi la volontà di porre il simbolo cattolico su una sepoltura. In questo caso una croce.

Feti sepolti al cimitero di Roma, la polemica

Maria Loi, in un post su Facebook, denuncia così l’accaduto. “Nel momento in cui firmai tutti i fogli relativi alla mia interruzione terapeutica di gravidanza, mi chiesero se volevo procedere con esequie e sepoltura. Risposi di no”. Niente firma, niente autorizzazione. E continua dicendo: “Rimasi colpita da quella richiesta e ho iniziato a cercare informazioni”.

La donna dopo 7 mesi contatta la camera mortuaria dell’ospedale San Camillo, dove ha abortito, da cui riceve la seguente risposta: “Signora, il fetino sta qui da noi, stia tranquilla anche se non ha dato il consenso, il feto verrà comunque seppellito per beneficenza. Non si preoccupi avrà un suo posto con una sua croce e lo troverà con il suo nome”.

La donna scopre in seguito che in diversi lotti del cimitero Flaminio si trovano sepolti i non nati, con i nomi delle madri. La sepoltura avviene in base a un regolamento di polizia mortuaria del 1990, che si rifà a un decreto regio del 1939. Ma in questo caso deve esserci il consenso della donna. “Potrei dilungarmi sulla rabbia e l’angoscia che mi ha provocato vedere che, senza il mio consenso, altri abbiano seppellito mio figlio con una croce, simbolo cristiano che non mi appartiene e con scritto il mio nome. No. Non lo faccio perché il disagio emotivo che mi ha travolto riguarda me e solo me. Il campo in questione del cimitero Flaminio è pieno di croci con nomi e cognomi femminili. Questo é accaduto a Roma. Questo é accaduto a me”.

Intanto, dopo che la donna ha sollevato il caso, sono in tante a volerci vedere chiaro. Ieri anche un’altra donna è andata al cimitero Flaminio, facendo l’amara scoperta.

Leggi anche: Vaticano, Samaritanus bonus: “Aborto mai lecito. È uccisione deliberata di una vita innocente”

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