Fabbrica esplosa nel Messinese, 5 morti: “Poca attenzione nei lavori”

di VoceControCorrente

Il giorno dopo la tragedia di Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, costata la vita a cinque persone e il ferimento grave di due, a seguito dell’esplosione di una fabbrica di fuochi d’artificio, prosegue la bonifica dell’area per la presenza di materiale inesploso da parte dei vigili del fuoco.

Sul posto il Nucleo Investigativo Antincendi del Corpo per l’accertamento delle cause.

La doppia esplosione sarebbe stata originata dalle scintille prodotte da un flex utilizzato dagli operai di una ditta esterna per lavori di saldatura per sistemare dei cancelli. Aperta un’inchiesta per strage colposa.

Emanuele Crescenti, il procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto ha affermato: «Stiamo cercando di fare il punto della situazione che presenta diversi aspetti da chiarire. Nella notte si è trattato soprattutto di lavorare per mettere in sicurezza il sito da parte dei vigili del fuoco e del Genio militare».

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Al TGR Rai Sicilia Crescenti ha spiegato che la struttura era «adibita a fabbrica di fuochi, e dico adibita perché non era nata per esserlo e i lavori si stavano facendo proprio per mettere le strutture in sicurezza».

Sedici locali separati su cui incombeva l’obbligo della messa in sicurezza, «per questo stava intervenendo la ditta esterna e gli operai stavano sistemando alcuni cancelli con delle saldature». L’esplosione sarebbe dovuta «a una poca attenzione» nei lavori che «ha interessato alcuni locali con un effetto a domino sugli altri».

Nella notte è stato ritrovato senza vita nella notte l’ultimo disperso.

I nomi delle vittime: Venera Mazzeo, 71 anni, moglie del titolare della fabbrica, Fortunato Porcino, 31 anni, Vito Mazzeo, 23 anni, Mohamed Mannai, magrebino di 39 anni che era uno dei due dispersi, deceduto subito dopo l’arrivo in ospedale, Giovanni Testaverde, 34 anni.

Due i feriti: Bartolomeo Costa, figlio del titolare, e un dipendente, Antonino Bagnato.

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