Bioetica

Exit Italia: indagata per aver spedito in Svizzera la donna che si è fatta uccidere

Exit Italia è sotto indagine per l’insegnante di Catania morta in Svizzera: il reato ipotizzato dagli inquirenti è “omicidio del consenziente”.

Avevamo già trattato la storia della 47enne depressa che è andata da Catania in Svizzera per suicidio assistito. E avevamo anticipato che era stata aperta un’inchiesta. Oggi, un avviso di garanzia è stato notificato a Emilio Coveri, responsabile di Exit Italia.

L’associazione con sede a Torino promuove il diritto all’eutanasia. E sarebbe collegata alla clinica svizzera in cui è morta l’insegnante siciliana che non aveva alcun problema di salute se non una forte depressione.

Il provvedimento è stato spiccato dalla procura di Catania. L’avviso di garanzia riporta l’imputazione di “omicidio del consenziente relativamente all’art. 580 del Codice Penale​”.

Coveri dovrà presentarsi il prossimo 25 luglio in Procura a Catania. Dai primi elementi di indagine sarebbe stato proprio lui a dare informazioni sull’eutanasia alla donna, pur non essendo presenti i “requisiti richiesti” per il suicidio legalmente assistito.

Ora i magistrati di Catania vogliono chiarire la “qualità di socia” dell’associazione svizzera e il ruolo dell’associazione Exit-Italia.

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