Esteri

Evangelici in azione negli USA: 700 migranti vulnerabili al Covid-19 liberati dalle prigioni

La richiesta è partita da 9 organizzazioni evangeliche statunitensi.

Con il progredire della pandemia di coronavirus nei centri di detenzione, nove organizzazioni evangeliche americane hanno chiesto ai governi dei propri Stati di pertinenza di rilasciare alcuni migranti.

La richiesta di queste ONG è di fare uscire i detenuti che non rappresentano una minaccia per la sicurezza pubblica, in particolare gli anziani che sono vulnerabili al Covid-19. Circa settecento migranti, tra cui donne incinte, persone con difficoltà respiratorie o anziani, sono stati rilasciati dai centri di detenzione per immigrazione il 21 aprile scorso a seguito di questa richiesta.

Nella loro lettera, i leader hanno giustificato così la loro azione: «La nostra preoccupazione è radicata nella nostra convinzione cristiana che ogni vita umana è creata a immagine di Dio e quindi preziosa, e vogliamo fare tutto il possibile per ridurre al minimo le perdite di vite umane a causa di questa pandemia». Per offrire ai migranti che sono stati liberati un alloggio sicuro durante la crisi sanitaria, questi cristiani si sono impegnati a coinvolgere le loro Chiese e le loro missioni nell’accoglienza.

Questa lettera indirizzata al governo è stata firmata in particolare da Russell Moore, Walter Kim e Samuel Rodríguez, tutti membri dell’Evangelical Immigration Table negli Stati Uniti. Fonte: Evangelique.info.

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