Bioetica

Eutanasia e suicidio assistito: ecco come funziona nel resto d’Europa

La sentenza della Consulta sul tema del suicidio assistito porta l’Italia al passo della ‘rivoluzione’ che, nel resto d’Europa, è già in atto da decenni. Ecco il quadro.

L’Olanda ha il primato al mondo per aver approvato la legge sul fine vita già nel 2002. Più tardi, con il Protocollo di Groningen, anche l’eutanasia infantile è stata accolta con successo. Nel 2003 il Belgio ne segue l’assenso, estendendolo ai minori nel 2016. Nel 2009 è il Lussemburgo a legiferare il suicidio assistito ma soltanto per gli adulti e solo nel caso in cui il paziente è in condizioni di salute gravi.

La Francia, che negli scorsi mesi ha tenuto banco sul caso Vincent Lambert, ha introdotto il ‘diritto di lasciar morire’ nel 2005, con la legge Leonetti, favorendo le cure sedanti. La Gran Bretagna, invece, ha introdotto il concetto dell’ «aiuto al suicidio per compassione». Dal 2010 le sanzioni per chi assiste e sostiene un paziente che desidera morire sono state decisamente addolcite.

La Germania risponde con la legge al «suicidio altruistico», approvata nel 2015, dal quale il paziente ha la possibilità di somministrarsi i farmaci.

La Svizzera, invece, da sempre patria internazionale del suicidio assistito, prevede sia l’eutanasia attiva, nel caso in cui un medico interviene in un atto finalizzato a procurare o accelerare il decesso tramite l’utilizzo di farmaci, e sia l’eutanasia passiva, ovvero l’ interruzione dei dispositivi di cura e di mantenimento in vita.

L’eutanasia passiva è tollerata in diversi paesi, tra cui Spagna, Finlandia, Austria, Ungheria e Svezia su richiesta del paziente.

In altri Paesi, come Danimarca, Repubblica Ceca e Norvegia, il paziente può rifiutare l’accanimento terapeutico.

Il Portogallo, invece, condanna ogni tipo di eutanasia, ma consente la sospensione delle cure in casi disperati.

Ad oggi, solo in Irlanda l’eutanasia è illegale.

Seppur in Italia, la Corte Costituzionale ha reso impunibile l’istigazione al suicidio e l’assistenza alla morte, ancora l’eutanasia è un tema dibattuto che lascia il malcontento fra l’opinione pubblica. Infatti, i bendisposti al fine vita chiedono una risoluzione definitiva al problema con una legge che ne definisce le modalità e la piena approvazione.

Chi di parere contrastante, invece, teme l’albore di un attacco al valore assoluto della vita. In nome di una compassione ipocrita l’uomo diventa il giustiziere dell’ esistenza altrui, decretando una selezione innaturale nel processo ovvio di nascita e decesso.

Filippa Tagliarino

Leggi anche: La voce di un profeta sull’eutanasia.

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