Bioetica

Eutanasia: assolti i medici indagati per la morte di Tine Nys

Il verdetto è stato accolto con un applauso scrosciante ma le circostanze restano comunque dubbie.

È stato  il primo caso giunto in tribunale da quando, nel 2002, l’eutanasia è stata introdotta in Belgio: la vicenda sulla morte di Tine Nys, deceduta a seguito di un’iniezione letale nel 2010, si è concluso con l’assoluzione dei tre medici indagati per omicidio.

Tine Nys aveva solo 38 anni ed è morta il 27 aprile 2010 dopo che le è stata diagnosticata la sindrome di Asperger,  che essendo incurabile è sufficiente a ottenere l’eutanasia. La famiglia della ragazza, tuttavia, ha denunciato i medici col sospetto che i criteri di legge non fossero stati rispettati e rimproverando la poca professionalità con la quale avrebbero agito.

Il medico «ha chiesto a nostro padre di tenerle l’ago nel braccio perché si era dimenticato di portare gli cerotti», avevano raccontato in televisione Sophie e Lotte, le due sorelle della defunta. «Quando è morta, lui ha chiesto ai nostri genitori se volessero ascoltare attraverso lo stetoscopio per verificare che il suo cuore avesse effettivamente smesso di battere».

Nella notte tra giovedì 30 e venerdì 31, dopo una sessione di otto ore in camera di consiglio, una giuria composta da dodici membri ha emesso il verdetto di tripla assoluzione.

La risposta dell’aula del tribunale di Ghent non si è fatta attendere: un centinaio di persone hanno applaudito fragorosamente, suscitando la riprovazione del giudice. Si tratta di tre medici che hanno autorizzato e successivamente eseguito la morte di un individuo in circostanze comunque dubbie, sebbene la legge li abbia coperti; l’atteggiamento della platea è stato dunque definito «inappropriato».

Come riferisce Tempi, attingendo alla stampa belga, il primo dottore assolto è il medico di base della donna, Frank de Greef, che si è dichiarato costretto a firmare l’autorizzazione all’eutanasia – alla quale è contrario -, perché Nys aveva tentato il suicidio. La sua concessione era stata fatta con la speranza di aiutare la donna.

Assolta anche Lieve Thienpont, psichiatra, che ha affermato di aver visitato Nys, averle diagnosticato la Sindrome di Asperger e, appurato che il disturbo è inguaribile, aver dato il consenso all’eutanasia.  Nessuna proposta alternativa. Tutto spaventosamente entro i canoni della legge.

E poi c’è il già menzionato dottor Joris Van Hove, che non ha smentito i sospetti della famiglia e ha ammesso di non essere formato per somministrare l’eutanasia. La pratica su Nys da lui paragonata all’«iniezione letale che si amministra al proprio animale domestico per alleviare le sue sofferenze».

Gina Lo Piparo

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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