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Egitto, demolita una chiesa: 14 cristiani arrestati

Ancora persecuzioni contro i cristiani.

Le persecuzioni dei cristiani nel mondo non hanno fine, purtroppo. Questa volta la storia arriva dall’Egitto. Sotto la pressione dei musulmani estremisti, le autorità locali di un villaggio egiziano hanno demolito una chiesa che ospitava 3.000 fedeli.

I parrocchiani della Chiesa copta ortodossa nel villaggio di Koum Al Farag hanno provato a difendere il proprio domicilio spirituale, ma di fronte a loro si sono schierati ben 200 agenti di polizia oltre a diverse decine di estremisti musulmani, pronti a radere al suolo l’edificio, che peraltro era stato costruito 15 anni fa con tutti i permessi legali del caso.

La timida opposizione dei fedeli che è consistita solo nel mostrare alla polizia tutti i documenti che certificavano i propri diritti, ha comportato il lancio di lacrimogeni, 14 arresti e il pestaggio dei fedeli, compresi donne e bambini e non ultimo il prete che, come si vede dalla foto, è rimasto privo di conoscenza.

Uno dei cristiani ha dichiarato: «Hanno demolito pietra per pietra i tre piani della chiesa, hanno distrutto l’altare e tutti i libri cristiani che hanno trovato».

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Qual è stato dunque il ‘crimine’ di questa comunità? Come spesso accade il presunto ‘crimine’ è solo un pretesto per far male: il desiderio di allargare la chiesa. Il locale era diventato troppo piccolo per far fronte al crescente numero di fedeli.

Così, acquisite tutte le documentazioni e le approvazioni necessarie la comunità ha incominciato i lavori che prevedevano l’innalzamento di due piani. Durante i lavori c’era stato un primo attacco dagli islamisti, ma era stato sedato da un gruppo di musulmani moderati locali. Ma la tregua era solo momentanea. In poco tempo, dapprima la costruzione di una moschea abusiva vicina alla chiesa e dopo l’ordine delle autorità locali di demolizione sia della chiesa che della moschea. Poco male per gli islamisti, il loro obiettivo l’hanno raggiunto, non senza violenza, come nel loro stile.

Alessandra Barbato

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