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È morto Diego Armando Maradona, aveva 60 anni

Il campione argentino ha subito un arresto cardiocircolatorio

È morto Diego Armando Maradona.  Il campione argentino ha subito un arresto cardiocircolatorio nella sua casa di Tigre, in Argentina, dove stava trascorrendo la convalescenza dopo l’intervento chirurgico alla testa di qualche settimana fa. “È successo l’inevitabile”, scrive il giornale il Clarin.S ei ambulanze si sono precipitate presso la sua abitazione per prestargli soccorso. Con Maradona c’era la figlia Giannina. 

Maradona, addio al Pibe de Oro 

Il Pibe de Oro, la Mano de Dios. È stato il calciatore più discusso di sempre nel bene e nel male. Probabilmente, è stato il più grande di sempre. Diego Armando Maradona, miglior giocatore del XX secolo secondo la FIFA insieme a Pelè, è stato al centro di un lungometraggio firmato dal maestro Emir Kusturica e recentemente sono stati realizzati anche un documentario e una serie tv.

Una vita trascorsa sulle montagne russe che lo hanno portato più volte vicino alla morte. Fisico minuto ma dotato di una tecnica di un piede sinistro che per molti portavano una sorte di ‘firma divina’: “Diego era capace di cose che nessuno avrebbe potuto eguagliare. Le cose che io potrei fare con un pallone, lui potrebbe farle con un’arancia”, disse di lui Michel Platini. Genio e follia, come narrano quei memorabili tre minuti nel secondo tempo del quarto di finale ai Mondiali 1986 contro l’Inghilterra. Orima la rete segnata con la mano, passato alla storia come la ‘mano de Dios’, poi il raddoppio con ‘il gol del Secolo’: partito palla al piede da centrocampo, scartò tutta la squadra avversaria per andare poi a segno con una facilità disarmante.

Non ha mai potuto vincere un Pallone d’oro perché fino al 1994 il premio era riservato ai giocatori europei: per questo motivo nel 1995 vinse il Pallone d’oro alla carriera. Nel 2004 è stato inserito da Pelé nel FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi. Da allenatore è stato CT dell’Argentina ai Mondiali del 2010 in Sudafrica.

La storia di Maradona

Nato a Lanús, il 30 ottobre 1960, Maradona debutta da professionista nell’Argentinos Juniors a soli 16 anni nel 1976. Passa quindi al Boca Juniors, la squadra per la quale tifava il padre e con cui vinse un Campionato di Apertura 1981. L’anno dopo arriva lo sbarco in Europa. Con il Barcellona vinse solo una Coppa del Re. Dopo un grave infortunio e una lunga trattativa, nel 1984 passò al Napoli per 13 miliardi e mezzo di lire.

Maradona trascinò il Napoli alla vittoria del suo primo storico Scudetto nel 1987. Nel 1990, quando ormai i rapporti con il presidente Corrado Ferlaino si era già rotto, il Pibe de Oro guidò gli Azzurri alla conquista anche del secondo Scudetto. Con il Napoli, Maradona ha vinto anche 1 Coppa Uefa, 1 Coppa Italia e 1 Supercoppa italiana. Fuggito dall’Italia dopo la positività alla cocaina, nel 1992 tornò a giocare nelle file del Siviglia in Spagna. Quindi il ritorno in Argentina nelle file del nel Newell’s Old Boys e infine ancora del Boca Jr, con cui giocò la sua ultima partita in Superclásico contro il River Plate il 25 ottobre 1997.

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In Nazionale, Maradona debuttò nel 1977 e dopo la delusione per la mancata convocazione per i Mondiali in casa del 1978, guidò l’Albiceleste nelle successive quattro edizioni. Nel 1986 trascinò quasi da solo l’Argentina alla vittoria in Messico, mentre nel 1990 portò la squadra in finale contro la Germania ma dopo aver battuto in semifinale l’Italia in un San Paolo diviso fra tifosi degli Azzurri e di Maradona. Nel 1994, suo ultimo Mondiale, stava trascinando ancora l’Argentina quando venne fermato per una positività al doping. In totale ha giocato 91 partite, segnando 31 reti con la nazionale.Padre di cinque figli, da quattro donne diverse, Maradona ha avuto una vita a dir poco burrascosa fuori dal campo.

Una vita controversa 

I problemi iniziarono a Napoli, quando anche per sfuggire all’ossessività dei tifosi nei suoi confronti si rifugiò in amicizie controverse che lo portarono ben presto a fare uso di sostanze stupefacenti. Le foto in compagnia di noti esponenti della Camorra fecero il giro del Mondo e mostrarono un Maradona privato ben diverso da quello sul campo. In realtà Diego iniziò a fare uso di cocaina già a Barcellona, poi a Napoli la sua divenne una vera e proprio tossicodipendenza. Negli anni successivi al suo ritiro, a causa degli eccessi con alcol, cibo e cocaina la sua salute peggiorò progressivamente, costringendolo a diversi ricoveri ospedalieri, interventi chirurgici, oltre a piani di riabilitazione e disintossicazione.

In Italia è stato coinvolto in diversi problemi con la giustizia e controversie legali, in particolare con il fisco che l’ha accusato di evasione per 39 milioni di euro. Figura carismatica, non ha mai nascosto le sue idee politiche di sinistra. È stato grande amico del leader cubano Fidel Castro, del presidente venezuelano Hugo Chávez, nonché ammiratore di Ernesto ‘Che’ Guevara. Si è sempre battuto contro i poteri forti della politica e del calcio, nemico giurato del presidente degli Stati Uniti George W. Bush e di quelli della FIFA Joao Havelange prima e Sepp Blatter poi. Oggi, all’età di 60 anni, l’epilogo più triste anche se per certi versi inevitabile. Ma Maradona continuerà a vivere. Per sempre. 

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