Politica

Droghe leggere, matrimonio per tutti e fine vita: ecco cosa ci aspetta se la Cirinnà diventa ministro

Il governo ‘giallorosso’ di Giuseppe Conte non è ancora partito e già si capisce quanto sia enormemente distante da quello precedente seppur la sua guida e la forza parlamentare con la maggioranza relativa sia la stessa.

Basta leggere il post pubblicato oggi su Facebook da Monica Cirinnà, la senatrice del Partito Democratico, nota per aver dato il nome alla legge 76/2016 che ha istituito le unioni civili in Italia.

Ora, seppur pleonastico, è risaputa la posizione tradizionale dell’ex alleato del M5S sulla famiglia e tutto ciò che ne deriva: matrimonio, adozioni, ecc.

Ebbene, la Cirinnà (che potrebbe fare parte della squadra di governo come Ministro per le Pari Opportunità) ha già parlato della necessità di un «lavoro comune in Parlamento» con il nuovo partner, ex nemico acerrimo.

Il resto del post:

«Penso ad una legge contro l’omotransfobia: in Senato ci sono due ddl, uno a firma della collega Maiorino e uno a mia firma, che sono largamente sovrapponibili. Ma penso anche al fine vita, alla legalizzazione delle droghe leggere, a temi più complessi (ma che non possono essere dimenticati) come matrimonio egualitario, omogenitorialità e riforma delle adozioni per tutte e tutti. Penso ancora al ddl Pillon, contestato da esponenti di M5s, e finora condizionato dalle dinamiche interne alla ex maggioranza. Per ricucire davvero il Paese, sostituendo a rabbia e paura la solidarietà e la coesione, è necessaria anche una netta inversione di rotta in materia di diritti civili, perché libertà, eguaglianza e solidarietà camminano insieme. Più volte abbiamo rimproverato al Movimento 5 stelle mancanza di coraggio. Adesso abbiamo di fronte una pagina bianca e un nuovo percorso da avviare».

Tutti temi naturalmente contrapposti al programma politico del defunto ‘governo del cambiamento’ e all’impianto ideologico della Lega. Ora, ben sappiamo quale sia il pensiero assai discutibile della Cirinnà ma non si può non nascondere l’anomalia del ‘nuovo’ governo e soprattutto di chi sta al suo timone per cui la migliore descrizione possibile consiste in un famoso detto: essere come il diavolo e l’acquasanta.

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