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Dopo le cure ormonali decide di tornare al sesso biologico

La storia di Richard e le sue critiche alla ‘macchina dell’identità di genere’.

Si è sottoposto ad interventi chirurgici per diventare donna, ma poi ha deciso di tornare al suo sesso originario e oggi dichiara di essere felice di vivere così. È la storia di Richard Hoskins, autore e criminologo, che aveva iniziato a vivere come una donna dopo la perdita del figlio, David, e la fine del suo secondo matrimonio.

A seguito di questo terribile momento, Richard – racconta The Christian Institute –  ha iniziato dapprima con atti superficiali, quali il truccarsi, per arrivare successivamente ad ordinare online dei trattamenti ormonali. È arrivato poi il momento di richiedere l’aiuto medico, e così Richard si è trovato dentro quella che oggi chiama la ‘macchina dell’identità di genere’ del Sistema Sanitario Nazionale.

Secondo il suo racconto, il processo che normalmente dovrebbe avere la durata di due anni sarebbe durato, nel suo caso, solamente sei settimane: «Sono sicuro di essere stato abbastanza convincente, ma poi chiunque può dare risposte convincenti con l’aiuto di Google». Parole agghiaccianti, specie se si continua a conoscere la storia Richard. Intrapresa la terapia ormonale e dopo 80 ore di elettrolisi sul viso per togliere la barba, l’uomo è poi volato in Thailandia per un non meglio specificato intervento chirurgico di ‘sorprendente brutalità’ che rendesse ancor più convincente la sua trasformazione facciale.

Quell’intervento era ciò che più profondamente voleva, il momento più coraggioso della sua vita. «Eppure mi sbagliavo profondamente», commenta oggi l’uomo che racconta anche come questo suo percorso sia poi giunto al capolinea.

Indicato dal SSN per una vaginoplastica completa, Richard si è rivolto ad uno psicoterapeuta privato che gli ha fornito una diagnosi spiazzante: «Non avevo disforia di genere – o confusione di genere – come avevo pensato. Stavo cercando di sfuggire al dolore reale, viscerale e straziante».

«Avevo scelto profondamente il modo sbagliato di risolverlo e il SSN era stato troppo pronto per aiutarmi sulla strada», commenta . «Ciò che mi colpisce con il senno di poi è che nessuno abbia approfondito la mia storia di vita».

Stando al racconto di Richard, nessuno nelle cliniche di genere avrebbe mai approfondito il suo tragico vissuto; d’altronde David era il terzo figlio che seppelliva e da bambino un insegnante, in seguito condannato a dieci anni per abuso sessuale, aveva distrutto la sua infanzia. Da adulto, poi, la professione di criminologo lo ha messo in contatto coi casi più raccapriccianti.

Oggi la domanda che insieme a molti altri si pone è: quanti adolescenti che vogliono cambiare sesso stanno davvero cercando di sfuggire a qualche altra forma di dolore? Sicuramente non tutti i casi analoghi a quello di Richard verranno trattati con la medesima superficialità, ma qualora questo avvenga è bene denunciare la deriva di un sistema che può arrecare solamente danno al paziente, probabilmente per sete di guadagni economici che ancora una volta si accumulano mediante lo sfruttamento delle fragilità altrui.

Gina Lo Piparo

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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