Distribuzione dei migranti, (forse) qualcosa sta per cambiare: ecco su cosa discuterà l’UE a Malta

di VoceControCorrente

(di Gabriele Giovanni Vernengo) Un’intesa che renda automatica la distribuzione dei migranti. È questo l’obiettivo della riunione con i ministri dell’Interno dell’Unione europea che si svolgerà a La Valletta, a Malta, il prossimo lunedì 23 settembre.

L’obiettivo dell’incontro? Stabilire le quote di accoglienza per ogni Stato. Chi non accetterà, otterrà meno soldi. Novità anche per quanto riguarda le modalità di smistamento: i trasferimenti dovranno essere effettivi e soprattutto immediati.

Subito dopo l’identificazione effettuata nel porto di sbarco, gli stranieri saranno portati nei luoghi di destinazione. La percentuale non è ancora fissata e dipenderà dal numero di Stati che volontariamente accetteranno di partecipare in maniera sistematica alla distribuzione dei profughi.

Previste agevolazioni per chi entra e sanzioni per chi invece decide di rimanere fuori. Chi non partecipa pagherà le conseguenze in termini economici.

Il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha dettato la linea, parlando di «risorse condizionate alla solidarietà».
Solo in Libia, gli stranieri attendono di imbarcarsi potrebbero essere tra i 5000 e gli 8000.

La scorsa settimana il premier Giuseppe Conte ha incontrato la presidente Ursula von der Leyen, chiedendo che sia la Commissione a trattare con i Paesi di provenienza dei migranti sia per la regolazione dei flussi in arrivo, sia per i rimpatri assistiti.

Proprio qualche giorno fa, il viceministro all’Interno, Vito Crimi del Movimento Cinque Stelle aveva manifestato la propria preoccupazione dopo lo sbarco della Ocean Viking (nave di Sos Mediterranèe e Medici senza frontiere) a Lampedusa, evento che ha contribuito il sovraffollamento dell’hotspot di Lampedusa che ha accolto più di 200 immigrati in meno di 24 ore.

«Sulla questione immigrazione – aveva commentato Crimi – la situazione attuale è esattamente la stessa: il porto resta chiuso fino a che altri Stati si attivano per gestire l’accoglienza» .

Gabriele Giovanni Vernengo

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