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Depenalizzazione degli aborti, arriva il “no” della Chiesa d’Inghilterra

Una lettera aperta indirizzata ai vescovi anglicani per invitarli a manifestare contro la depenalizzazione degli aborti. È questa la risposta della Chiesa d’Inghilterra alle proposte di laburisti e liberaldemocratici, che tra i loro impegni politici annoverano quello di lottare perché l’aborto non sia più sanzionato penalmente.

Il documento è stato firmato da 384 persone, tra cui 49 membri del Sinodo generale. Molti sono leader di spicco della chiesa anglicana: il reverendo Ian Paul, un membro del Consiglio degli Arcivescovi, il reverendo William Taylor del Bishopsgate di Sant’Elena, il Direttore della Church Society Lee Gatiss e il reverendo Andrew Symes dell’Anglican Mainstream.

Le preoccupazioni manifestate nel testo si fondano su un principio professato e insegnato dalla Chiesa anglicana: un bambino non ancora nato è una vita umana e l’aborto è sbagliato. I firmatari hanno affermato che la depenalizzazione dell’aborto «eliminerebbe tutte le sanzioni nel diritto penale per coloro che compiono aborti al di fuori dei limiti stabiliti dall’Abortion Act del 1967. Questi cambiamenti – si legge – equivarrebbero a una dichiarazione secondo cui un feto non è più un essere umano, degno delle stesse protezioni legali e della legge comune contro i danni intenzionali e la fine della vita”. La lettera si conclude con un invito ai vescovi “come pastori della Chiesa, a fare tutto il possibile per manifestare contro queste proposte e in difesa di alcuni dei più vulnerabili nella nostra società».

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Non si è fatta attendere a lungo la risposta ufficiale della Chiesa. Attraverso le pagine del quotidiano The Times, i vescovi di Newcastle e Carlisle hanno dichiarato di essere grati ai firmatari per aver sollevato preoccupazioni. «Ogni sostegno, in particolare da parte dei membri della chiesa, deve essere dato alle donne incinte in circostanze difficili e le cure devono essere garantite a tutte, che decidano o meno di continuare la gravidanza».

Hanno inoltre sottolineato che tematiche come l’aborto sono state in precedenza questioni rimandate alla coscienza individuale quando i parlamentari votano in Parlamento, e i vescovi hanno affermato di «credere fermamente che dovrebbe rimanere così».

Naomi Mezzasalma

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