Decreto sui migranti, Di Maio: “Rimpatri entro 4 mesi: nessun diritto umano leso”

di VoceControCorrente

Domani, venerdì 4 ottobre, sarà presentato il decreto ministeriale sui migranti. Il ministro Luigi Di Maio ne ha parlato a Dritto e Rovescio su Rete4, spiegando che determinerà un «esito certo e veloce» sulle procedure di rimpatrio.

«Prima si perdeva tempo – ha affermato il leader del M5S – e poi la comunità internazionale ci diceva ‘non potete avviare meccanismi di rimpatrio se prima non è finita la procedura che deve dire se una persona è perseguitata o no’. A volte questo meccanismo è durato 3 anni».

L’obiettivo, quindi, è questo: «Chi non può stare in Italia, non possiamo aspettare due anni per rimpatriarlo, domattina firmo un decreto in cui si dice che in 4 mesi, non più in due anni, si può capire se una persona può stare qui o se deve essere rimpatriata».

«Questo decreto non va a ledere nessun diritto umano – ha aggiunto Di Maio – è una questione legata a procedure farraginose rispetto a Paesi, anche del Mediterraneo, che sono paesi con cui lavoriamo e commerciamo tutti i giorni».

«La redistribuzione dei migranti non può essere la soluzione definitiva – ha proseguito – ma dobbiamo fare più accordi con democrazie che votano, con Paesi con cui abbiamo fatto accordi commerciali, ad esempio quello sull’olio tunisino. Allora se possiamo fare accordi così forti con Paesi che hanno una loro democrazia interna e una loro dignità, possiamo anche metterci d’accordo per dire: se arrivano barchini sulle nostre coste noi velocemente te li rimandiamo indietro, così lo fai una volta, due, ma alla terza non lo fai più».

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