Decreto Clima, il Senato dice sì: ecco cosa prevede

di Gina Lo Piparo

Con 136 voti favorevoli il decreto Clima ha ottenuto il via libera del Senato e si avvicina a diventare legge. Ecco le norme che modificheranno lo stile di vita degli Italiani.

L’aula del Senato ha approvato il decreto Clima con 136 voti favorevoli, 93 contrari e 2 astenuti. Il «primo atto normativo del green new deal», secondo le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Sergio Costa al momento dell’approvazione, il 10 ottobre, da parte del Consiglio dei Ministri, col voto di oggi vede ulteriormente avvicinarsi la conversione in legge, in attesa del successivo step dell’approvazione definitiva da parte della Camera.

Il provvedimento prevede otto articoli contenenti le misure che mirano a modificare e/o cambiare le abitudini degli Italiani in direzione green, secondo quando stabilito dalla direttiva comunitaria 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria e alla lotta contro il cambiamento climatico.

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Tra le norme più rilevanti ricordiamo, ad esempio, il buono mobilità che prevede lo stanziamento di 255 milioni di euro per i residenti presso i Comuni sui quali pendono procedure di infrazione comunitarie per smog che scelgono di rottamare i propri mezzi di locomozione. Fino a 1500 euro, dunque, per la rottamazione di auto fino alla classe euro 3 e fino a 500 euro per i motocicli a due tempi. Inoltre, un fondo di  40 milioni di euro aiuterà i Comuni a realizzare o ammodernare le corsie preferenziali, mentre 20 milioni di euro saranno rivolti alla realizzazione di un sistema di  trasporto scolastico per scuole elementari e medie dotato di mezzi ibridi, elettrici o non inferiori a euro 6.

Il fondo riforestazione aree urbane prevede di dedicare 30 milioni di euro alla creazione di foreste urbane e periurbane nelle città metropolitane e alla piantumazione e al reimpianto degli alberi. Significativi anche gli incentivi per gli esercizi commerciali che sceglieranno di vendere prodotti sfusi o alla spina: fino a 5 mila euro per chi realizzerà il “green corner” all’interno del proprio esercizio.

Anche i poteri e le risorse dei commissari che si occupano delle bonifiche delle discariche abusive e della depurazione delle acque saranno accresciute ai fini di contrastare le infrazioni ambientali. L’Ispra (Istituto superiore per la ricerca ambientale), inoltre, si occuperà di realizzare un database pubblico per la trasparenza dei dati ambientali e i concessionari di servizi pubblici dovranno documentare sulla rete i risultati delle proprie rilevazioni.

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