Cultura & Scienze

Dalla Pascalina all’intelligenza artificiale

Viviamo in un’epoca in cui l’informatica è praticamente ubiquitaria e senza la quale, molto probabilmente, non riusciremmo a svolgere azioni quotidiane che spesso diamo per scontate. È infatti indubbio che dagli ani ’80 in poi, dall’introduzione dei primi Personal Computer fino all’avvento di internet, l’informatica abbia rappresentato una vera e propria terza rivoluzione industriale. L’informatizzazione di massa del mondo moderno, inoltre, sta rendendo possibili scenari che fino a qualche anno fa era relegati alle migliori sceneggiature di Hollywood: concetti come robotica e intelligenza artificiale stanno infatti diventando una realtà. Dagli smartphone fino alle auto, la tecnologia si muove verso una sempre maggiore automazione e, sebbene non sia ancora chiaro dove arriveremo in futuro, un primo assaggio lo stiamo comunque ricevendo in questi ultimi anni, con diversi costruttori di auto che si cimentano nella guida autonoma o gli ultimi smartphone che fanno largo uso di software capaci di interagire con la nostra vita quotidiana, migliorando così la loro semplicità d’uso o l’integrazione con i vari strumenti di cui facciamo uso quotidianamente.

Se noi “comuni mortali” condividiamo la nostra quotidianità con l’informatica solo da circa 30 anni, è curioso sapere che i primi tentativi e studi verso questa disciplina risalgono addirittura al 1600 grazie agli studi portati avanti dal francese Blaise Pascal. Vissuto dal 1623 al 1662, Pascal è stato un grandissimo matematico, fisico, filosofo e teologo; i suoi studi sono tutt’ora alla base di moltissimi settori, dal mondo dei giochi all’idraulica: assieme a Pierre de Fermat, Pascal sviluppò infatti la teoria delle probabilità, mentre i suoi studi sul moto perpetuo lo portarono involontariamente alla creazione della prima ruota di Roulette e, nel corso della sua vita ricca di invenzioni e intuizioni geniali, Pascal  costruì quello che viene considerato il primo calcolatore della storia, la famosa Pascalina. Presentata al famoso cardinale Richelieu nel 1645, la Pascalina era un complesso strumento di calcolo precursore della moderna calcolatrice: facendo affidamento su un complesso sistema di ingranaggi e ruote, la Pascalina permetteva ai suoi utilizzatori di fare conti complessi senza costringere l’operatore (come nel caso degli abachi) a effettuare apposite operazioni per il calcolo dei riporti.

Risulta curioso pensare che, dopo il 1645, abbiamo dovuto aspettare la metà degli anni ’40 del ‘900 per vedere l’informatica progredire ulteriormente fino a diventare una disciplina a sé stante. Furono infatti gli studi di Alan Turing in Inghilterra e di Atanasoff negli Stati Uniti, seguiti poi dall’introduzione dei transistor negli anni ’50 e dei circuiti integrati negli anni ’60 a dare il “La” all’informatica moderna. Il calcolatore elettronico – fino ad allora utilizzato solo per applicazioni estremamente specifiche – si trasformò dunque in uno strumento più affidabile, compatto e pronto per fare il suo ingresso nel mercato. La crescente diffusione di questi primi dispositivi portò, nella metà degli anni ’70, al moderno computer, strumento che rese disponibile alla grande utenza l’elaboratore elettronico. Da allora il Personal Computer ha vissuto un’evoluzione costante e rapidissima, portandolo allo strumento che oggi conosciamo e senza il quale il mondo, probabilmente, si fermerebbe.

Di pari passo con l’evoluzione del computer si sono sviluppati gli studi relativi all’intelligenza artificiale. Il suo primo utilizzo “massivo” risale al 1982, quando l’azienda statunitense Digital Equipment mise a punto un software (denominato R1) capace di configurare automaticamente gli ordini dei nuovi PC e grazie al quale al quale riuscì a risparmiare ben 40 milioni di dollari. Ma è negli ultimi anni, con l’avvento di tecnologie sempre più avanzate, che il concetto di intelligenza artificiale ha assunto un significato reale ed è entrato a far parte della nostra quotidianità al punto da diventare uno dei temi più”caldi” dell’informatica moderna che spesso mette davanti a problematiche anche di tipo etico (l’ultimo caso è quello della celebre app “Immuni”). A tutti saranno infatti arrivate email promozionali del tipo “Potrebbe piacerti anche…”, o e email che finiscono direttamente nella cartella riservata allo “Spam”, chiaro sintomo che abbiamo di fronte dispositivi e software – in gergo si parla di “Machine Learning” – che “imparano” da noi.

Lo stesso discorso vale per le automobili, sempre più vicine al traguardo della guida autonoma, grazie alla quale ci trasformeremo da guidatori – spesso distratti e nervosi – in passeggeri a bordo di “navette” che si preoccuperanno di portarci direttamente a destinazione, lasciandoci così solo il gusto ed il relax del viaggio. Il precorso è sicuramente molto lungo e molte cose sono ancora appannaggio dei film di fantascienza, ma, questo è innegabile, dalla Pascalina che mandò in pensione l’abaco ai moderni computer, l’informatica ha sicuramente cambiato per sempre la nostra quotidianità.

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