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Dà pane e acqua ai combattenti curdi, Turchia arresta sacerdote

Un sacerdote assiro, insieme ad altri due cristiani, secondo quanto riferito da alcune testate, è stato picchiato e in seguito arrestato in Turchia con l’accusa di avere offerto pane e acqua ai militari curdi che hanno visitato il suo monastero.

Il sacerdote in questione, Sefer Bileçen, del monastero di Mor Yakup, a sud-est della Turchia, è stato arrestato il 10 gennaio scorso, secondo l’agenzia di stampa pro-curda Mezopotamya, in aggiunta ad altri due cristiani assiri, Musa Tash Takin di Sidri e Youssef Yar dell’Üçkoy.

Le autorità turche hanno accusato il sacerdote di aiutare e appoggiare il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), partito che si oppone fin dall’inizio alle istituzioni della Turchia per la difesa dei diritti del popolo curdo, considerato dal governo turco di formazione terroristica.

«Come uomini di Dio, i sacerdoti devono conformarsi quando qualcuno chiede aiuto, non importa quale sia la loro religione, razza, lingua o ideologia», ha detto a Mezopotamya Evgil Türker, che ha paragonato la vicenda a quella del missionario americano Andrew Brunson, missionario in Turchia per due decenni, che ha scontato due anni in prigione a Izmir dopo essere stato accusato di sostenere i combattenti curdi e il movimento Gülen, con false accuse.

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Le notizie sull’arresto di Bileçen hanno suscitato l’ira della Commissione statunitense per la libertà religiosa internazionale, (USCIRF), che in un tweet ha commentato: «USCIRF è preoccupato per le prime notizie secondo cui le autorità hanno arrestato padre Sefer ‘Aho’ Bileçen in Turchia, e altri due membri della piccola comunità siriaco-ortodossa per motivi poco chiari».

Anche il Monitor assiro per i diritti umani ha riferito dell’arresto: «Noi del Monitor assiro per i diritti umani esprimiamo la nostra piena solidarietà ai tre detenuti cristiani», recita una dichiarazione del gruppo. «Abbiamo la piena responsabilità legale delle autorità turche per la loro integrità fisica e chiediamo loro di rilasciarli immediatamente e senza ritardi» .

Il gruppo umanitario cristiano siriano e iracheno, A Demand for Action, ha confermato gli arresti attraverso le proprie fonti, dichiarando: «Questi arresti hanno lasciato i 3000 cristiani rimasti della fede Siro-ortodossa e di etnia assiro-siriaca in uno stato di paura e confusione. Questo tipo di comportamento da parte delle autorità turche è il motivo per cui la stragrande maggioranza dei cristiani di Tur Abdin ha lasciato la regione e vive sparsa».

Uzay Bulut, giornalista turco, ha riferito al gruppo di difesa internazionale con sede negli Stati Uniti, International Christian Concern, che gli assiri sono stati presi di mira e massacrati per la loro etnia e religione per secoli: «Sebbene siano stati lasciati completamente soli dalle potenze mondiali, hanno cercato di aggrapparsi alla loro antica patria», ha detto. «È hanno più bisogno che mai della voce e del sostegno dei fedeli cristiani e di tutti gli altri sostenitori dei diritti umani».

Il monastero è situato in un’area che funge da punto focale nelle battaglie tra il PKK e il governo turco. Da un fallito tentativo di colpo di stato del 2016, da cui ne è uscito colpevole il movimento Gülen, gruppo vicino al partito PKK, il regime turco del presidente Recep Tayyip Erdogan ha intrapreso una gigantesca repressione contro qualsiasi persona sospettata di avere legami con i gruppi ribelli curdi, e, negli ultimi anni, la Turchia ha deportato numerosi pastori e missionari stranieri.

USCIRF classifica la Turchia al ‘2° livello’ per violazioni della libertà religiosa: « a mancanza di progressi significativi da parte del governo turco nell’affrontare questioni di libertà religiosa di lunga data è stata motivo di continua preoccupazione», ha affermato il rapporto USCIRF, e continua: «esistono gravi limitazioni alla libertà di religione o di credo, minacciando la continua vitalità e sopravvivenza delle comunità religiose minoritarie nel paese».

Filippa Tagliarino

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