Da 5 anni in Ucraina si prega ogni giorno anche quando nevica: ecco perché

di Nausica Della Valle

Cosa obbliga queste persone ad alzarsi presto e inginocchiarsi sulla neve? Perché è così importante incontrarsi quando potrebbero sussurrare una preghiera al caldo in casa?

«Alle 7 in punto ogni mattina, nella piazza della città di Kharkov, per chiunque volesse combattere la vera battaglia per la città, quella spirituale, è invitato a partecipare».

Con questo appello i Pastori e leader evangelici hanno invitato i fedeli a pregare. In una settimana, centocinquanta o duecento credenti si sono presentati per combattere in ginocchio per ricordare l’oscurità spirituale che colpiva la loro terra sotto il comunismo. Una grande battaglia spirituale di proporzioni epiche poiché la loro libertà di adorare, incontrarsi come chiese, pregare pubblicamente e condividere la loro fede con gli altri era molto minacciata.

«Questa è la generazione dei bambini i cui padri sono stati uccisi per la loro fede, i cui padri hanno trascorso la maggior parte del loro tempo in prigione per la loro fede. Conoscevamo il vero volto del comunismo. Eravamo in ginocchio e dicevamo: ‘Signore, non sappiamo cosa fare. I nostri occhi sono su di te, Signore. L’unica speranza era per il Signore’, ha affermato un pastore battista e uno dei principali organizzatori dell’incontro di preghiera.

Settantadue anni di regime comunista non ha reso facile il compito delle chiese e delle attività evangeliche perché messe fuorilegge. Gli ucraini credenti erano costretti a riunirsi sottoterra dove predicavano, insegnavano la Scrittura e condividevano il Vangelo e furono gravemente perseguitati. Sono cresciute due generazioni di bambini con l’insegnamento a scuola che Dio non c’era.

Le condizioni per i credenti erano davvero pericolose dopo la seconda guerra mondiale. I battisti e altri credenti protestanti in Unione Sovietica furono mandati negli ospedali psichiatrici, furono costretti a sopportare processi e reclusioni.

Dopo anni di preghiere Dio portò la libertà religiosa nel Paese. Da quel momento l’Ucraina è diventata la cintura biblica dell’Europa orientale. È il fulcro della vita evangelica in tutta l’ex Unione Sovietica, aprendo la strada a nuove chiese e inviando missionari.

Questa è la motivazione del perché gli ucraini pregano ogni giorno, in ginocchio, indipendentemente dal tempo.

Ora, quando questi fratelli e sorelle si riuniscono, pregano per quelli nella zona di guerra e per una pace duratura, sapendo che arriverà solo se lo Spirito di Dio si muove per portare le persone al pentimento e alla fede in Gesù.

«Quando abbiamo iniziato a pregare in piazza, ho dovuto pentirmi, perché non avevo pregato per il nostro presidente o il nostro governo. Perché non ci piacevano, non abbiamo pregato, anche se siamo cristiani e la Bibbia ci dice di pregare», ha detto Nadia, la moglie di un pastore a Kharkov. Ora pregano ogni giorno per coloro che hanno il potere su di loro, che gli piacciano o no.

Anche se la minaccia di violenza è passata a Kharkov, il gruppo di preghiera continua a incontrarsi e pregare fedelmente. L’esperienza drammatica degli eventi accaduti cinque anni fa, ha aperto i loro occhi alla minaccia del pericolo e al privilegio della pace. Pregavano freneticamente per la sicurezza dal pericolo immediato. Ora quando si riuniscono, pregano non solo per le benedizioni di Dio, ma per il risveglio nelle loro chiese e nelle loro strade affinché il nome di Dio possa essere conosciuto da tutti gli ucraini.

Nausica Della Valle

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