Esteri

Cristiani perseguitati: in Etiopia 500 morti e migliaia di sopravvissuti fuggiti

I dati forniti dall'agenzia internazionale di aiuti cristiani Fondo Barnabas

«Almeno 500 cristiani sono stati uccisi in un’ondata continua di attacchi, coordinati porta a porta, e migliaia di sopravvissuti traumatizzati sono fuggiti per salvarsi la vita, negli ultimi due mesi, nello stato regionale dell’Oromia nell’Etiopia meridionale, compresa la capitale Addis Abeba». Questi sono i dati che riferisce  l’agenzia internazionale di aiuti cristiani Fondo Barnabas.

«I membri di Qeerroo (“scapoli”), un movimento giovanile di uomini dell’etnia Oromo, tradizionalmente musulmani – si legge -, hanno presumibilmente compiuto una carneficina in alcune parti dello stato regionale dell’Oromia, che si estende a sud, sud-est e ad est di Addis Abeba, dopo l’assassinio della popolare cantante oromo Hachallu Hundessa, avvenuto il 29 giugno».

Cosa è successo?

«Alcuni dei militanti di Qeerroo erano in possesso di liste di cristiani e sono stati aiutati dalle autorità locali, spesso gestite da musulmani, nella regione dell’Oromia, a trovare persone, in particolare quelle attivamente coinvolte nel sostegno alla Chiesa», ha riferito l’agenzia, dopo aver ricevuto segnalazioni dai suoi contatti regionali.

«Gli estremisti di Qeerroo sono arrivati in auto e, armati di pistole, machete, spade e lance, hanno cercato e massacrato i cristiani. I bambini sono stati costretti a vedere i loro genitori brutalmente assassinati con i machete», ha aggiunto.

Un cristiano di Oromo è stato decapitato dopo che si è rifiutato di strappare il filo attorno al collo, che viene indossato da molti cristiani etiopi come segno del loro battesimo. Gli aggressori hanno detto alla moglie che solo coloro che si prostrano davanti ad Allah, per la preghiera, sono considerati parte della comunità di Oromo.

Mentre i musulmani locali, della zona di Bale Agarfa, hanno salvato alcuni cristiani che rischiavano la vita, la polizia in alcuni incidenti è rimasta a guardare mentre i cristiani venivano uccisi. Le attività e le case dei cristiani sono state bruciate, vandalizzate o distrutte.

Nella città di Dera, un testimone ha detto: «Gli aggressori dissacravano i cadaveri, ballando e cantando, portando con sé le parti del corpo tagliate, o tagliuzzate, di coloro che massacravano». A Gedeb Asasa, un testimone ha detto che i corpi smembrati di una coppia di anziani cristiani, picchiati a morte nella loro casa, sono stati trascinati per le strade. «Molti vivono ancora nella paura. I leader cristiani, di tutte le confessioni, hanno visitato le zone. Ho visto i notiziari dove sacerdoti e pastori piangevano mentre ascoltavano gli orrori delle famiglie delle vittime», ha detto un contatto regionale al Fondo Barnabas.

L’agenzia ha dichiarato che mentre il governo etiope ha sospeso internet nella regione, per diverse settimane, nel tentativo di ridurre l’incitamento alla violenza attraverso i canali dei social media, le forze di sicurezza sono state lente a intervenire per fermare l’atrocità.

L’Oromo è il gruppo etnico più numeroso del Paese, ma rimane emarginato. Mentre gli Oromo hanno lottato per l’autogoverno, i gruppi dell’opposizione sono stati messi al bando e i critici sono stati incarcerati. La cantante Hundessa era un attivista nota per le sue canzoni di resistenza. Cantava canzoni sul romanticismo e sulla libertà politica.

La situazione in Etiopia

«L’Etiopia è principalmente un Paese cristiano, con la Chiesa ortodossa etiope fortemente intrecciata con l’identità etiope. Chi si allontana da questa situazione è spesso visto come un paria o non fa parte della Chiesa. Inoltre, in alcune parti dell’Etiopia, ci sono aree prevalentemente musulmane dove il cristianesimo è visto come una falsa religione. In queste aree, sia i cristiani ortodossi che quelli protestanti sono presi di mira per la loro fede», ha dichiarato l’International Christian Concern.

L’anno scorso, la chiesa evangelica Mekane Yesus Evangelical Church nella città di Robe, nella zona di Bale, a sud-est della capitale Addis Abeba, ha ricevuto l’ordine dalle autorità dello Stato regionale dell’Oromia di lasciare la sua sede entro 30 giorni. La lettera di sfratto, firmata dal sindaco Birhanu Dadi Tafesse, diceva che i vicini della chiesa si erano lamentati del rumore.

Fonte: The Christian Post

Leggi anche: Coppia di cristiani perseguitati in Iran, annullato il processo

Tag

Articoli correlati

Rispondi

Back to top button
Close