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Cristiani nel mondo, 260 milioni i perseguitati nel mondo nel 2019

260 milioni di cristiani sono stati sottoposti a forti pressioni e violenze a causa della loro fede nel 2019. Lo afferma l’ONG evangelica Doors Open, che ogni anno divulga il report mondiale della persecuzione dei cristiani. Vedi la mappatura.

Se si approfondisce il dato si vanno a scoprire numeri, relativi al 2019, ancora più sconvolgenti: sono stati ben 2.983 i morti ammazzati per la professione della propria fede cristiana, in media 8 morti violente al giorno, principalmente nel continente africano, (1.350 morti in Nigeria).

L’anno precedente il numero generale era inferiore, 245 cristiani perseguitati rispetto ai 260 milioni del 2019. Perché questo aumento? Secondo Patrick Victor, direttore della ONG Evangelica, l’aumento dipende «dal peso crescente dei cristiani perseguitati in India e Cina e al jihadismo nell’Africa sub-sahariana che oggi uccide il maggior numero di cristiani».

La ONG distingue 11 paesi in cui «la persecuzione è estrema». Per effettuare la sua classificazione, Doors Open ha raccolto le seguenti informazioni dal 1993:

  • sulla libertà di religione in ambito pubblico e privato (possibilità di pregare e leggere la Bibbia, libertà di matrimonio e conversione, pressione esercitata, discriminazione nel lavoro, rispetto dei diritti, controllo o distruzione delle chiese …);
  • sulla violenza fisica subita a causa della fede cristiana (omicidio, distruzione, stupro, detenzione senza processo, stupro, aggressione, molestie sessuali …).

LA COREA DEL NORD È ANCORA IN TESTA

In questa triste lista, come ogni anno dal 2002, la Corea del Nord mantiene il primato. Doors Open stima che 300.000 cristiani vivano sotto costanti minacce di condanne a morte o di lavori forzati.

Il resto della classifica:

  • Afghanistan
  • Somalia
  • Libia
  • Pakistan
  • Eritrea
  • Sudan
  • Yemen
  • Iran
  • India
  • Siria

La Nigeria mantiene il “primato” della violenza fisica con 1.350 omicidi nel 2019, davanti alla Repubblica Centrafricana (924) e allo Sri Lanka (200), dove tre chiese sono state oggetto di attacchi terroristici lo scorso aprile.

Il rapporto specifica che queste «cifre sono sottostimate», a causa di casi non segnalati dai media, o «decessi dovuti a discriminazioni a lungo termine che privano i cristiani dei diritti più elementari come l’accesso a acqua potabile e cure mediche».

In India, arrivata nella TOP 10 dell’anno scorso, i convertiti al cristianesimo sono considerati «una minaccia per l’identità nazionale».  Ad agosto, Himachal Pradesh, uno stato di montagna nel nord dell’India, ha rafforzato la sua legge anti-conversione, punendo con cinque anni di prigione chiunque si discosta dalla religione ufficiale.

Nella TOP 50 pubblicata da Doors Open troviamo due nuovi paesi dove la vita per un cristiano è davvero difficile: Camerun e Niger, a causa degli attacchi di Boko Haram e Burkina Faso, diventate obiettivo del terrorismo islamico con almeno 50 cristiani uccisi e migliaia di sfollati nel 2018.

La Cina, che ha circa 100 milioni di cristiani e ha adottato misure molto repressive contro le religioni, ora è salito al 23° posto. Si distingue in particolare per la distruzione di oltre 5.576 chiese nel solo 2019.

Patrick Victor dichiara che «per il settimo anno consecutivo la persecuzione dei cristiani di tutte le fedi è in aumento in sempre più paesi ma, nonostante le persecuzioni, il numero di cristiani nel mondo è in costante aumento».

Otto cristiani al giorno uccisi nel mondo!!! I telegiornali, i social, le pagine dei quotidiani sono piene di notizie… perché abbiamo la sensazione che di queste persecuzioni non se ne parli abbastanza…?

Alessandra Barbato

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