Gender

“Cristiani e genitori non ci vogliono”: accuse delle Drag Queen davanti ai bambini

Raccontavano favole anche a sfondo omosessuale e sono state riprese dai genitori: hanno lanciato accuse davanti ai bambini.

Si chiamava “Drag Queen Story Time” l’iniziativa che prevedeva che a Houston, in Texas, i bambini si ritrovassero un paio d’ore a settimana con degli uomini truccatissimi e vestiti da donne, pronti a raccontargli favole spesso a sfondo omosessuale.

Il “Drag Queen Story Time” si svolgeva alla Biblioteca di Freed-Montrose ed era diventato fisso quando le due drag responsabili hanno capito che c’erano almeno cinque bambini per volta disposti ad ascoltarle. E finché le favole era innocenti, la comunità non aveva mosso alcuna accusa.

Piano piano, però, Trent Lira e Devin Will, hanno cominciato a inserire nelle fiabe coppie di gay e di lesbiche, e hanno cercato di cambiare il concetto di famiglia. Una cosa che ha lasciato ovviamente sgomenti i genitori, che hanno cominciato a ritirare i bambini dal club.

Le due drag però non l’hanno presa sportivamente: anche se hanno ammesso che all’inizio i genitori le hanno riprese in modo “pacifico e civile”, hanno poi cominciato ad accusare i genitori davanti ai bambini e ad additare anche la comunità cristiana di Houston, che ritengono tutt’ora responsabile.

Dopo le accuse ai bambini infatti le drag si sono rivolte alla stampa, dicendo di essere state soggette a minacce di morte e vessazioni: accuse smentite sia dai genitori che dalla comunità cristiana, che ha detto che “al massimo abbiamo protestato pacificamente, informando educatamente il pubblico che c’erano delle drag queen che leggevano ai bambini”.

L’informazione non è violenta: è un diritto. E infatti,  quando le drag hanno portato l’associazione genitore e alcuni membri della comunità cristiana in tribunale, il caso è stato respinto, senza alcuna condanna. Ennesima lotta contro i mulini a vento?

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