Politica

Covid-19, La Marca (PD): “Non ho fatto la quarantena perché deputata”

Le dichiarazioni della deputata del Partito Democratico, Francesca La Marca dopo il suo arrivo in Italia dal Canada.

«Non ho fatto la quarantena perché sono una deputata». A dichiararlo, in un’intervistata al Corriere della Sera, è Francesca La Marca, nata a Toronto, deputata del PD, eletta per la seconda volta a Montecitorio nel 2018, circoscrizione Estero.

La deputata racconta come è andato il suo ritorno in Italia, e cosa è successo all’aeroporto di Fiumicino: «È  vero, non sono stata in isolamento ma c’è una ragione. Quando arrivo a Fiumicino, il carabiniere mi dice: “Essendo deputata lei è esentata dalla quarantena per motivi di lavoro”». E spiega poi meglio cosa ha fatto: «Primo: ho fatto subito un tampone e sono risultata negativa. Secondo: ripeterò il tampone nelle prossime ore».

Secondo quanto riporta un articolo del 19 luglio, de Il Giornale: «L’onorevole ha partecipato alla Commissione con tanto di foto ricordo su Facebook in cui, facendo bella mostra di una mascherina, scrive: “È cambiato il mondo. Ma certe cose, si sa, non cambiano mai ed è un attimo, confondere l’immunità parlamentare con quella dal virus”». L’articolo continua, dicendo: «È ciò che deve essere accaduto alla deputata del Pd che, dopo aver inviato alla stampa un comunicato in cui richiede al governo di “sostituire la quarantena per chi arriva dal Canada”, sembra essersi dimenticata lei stessa di rispettare le regole attualmente in vigore».

Il condizionale è d’obbligo ma, secondo quanto apprende in esclusiva Il Giornale, da fonti certe, l’onorevole La Marca è partita dall’aeroporto Toronto-Pearson, con il volo Air Canada, il 12 luglio, atterrando il 13 luglio a Roma-Fiumicino, per poi presentarsi il giorno successivo (14 luglio) in Commissione.

«Peccato che la legge preveda la quarantena obbligatoria di 14 giorni per chi arriva dal Canada – si legge ancora nell’articolo de Il Giornale. Chi entra in Italia da questi Paesi è comunque soggetto all’isolamento domiciliare di 14 giorni (quarantena). Poco importa se il deputato abbia fatto, in seguito, un tampone risultato negativo (circostanza tutta da accertare), in ogni caso non aver rispettato la quarantena costituirebbe un mancato rispetto della legge. Un’inadempienza che assume contorni paradossali, poiché la stessa La Marca, nel comunicato stampa in cui chiede la revisione dei criteri per chi arriva dal Canada, scrive espressamente: “Passi avanti, sul piano della mobilità internazionale, sono stati fatti con l’adozione della lista verde dei Paesi dai quali si può arrivare, sottoponendosi all’arrivo a quarantena, una lista che include il Canada”».

La smentita della ricostruzione de Il Giornale, non è mai arrivata. Ma si legge ancora nell’articolo del 19 luglio: «Sorge spontaneo domandarsi con quale credibilità il governo chieda agli italiani di mantenere le misure anti-covid, e le stringenti regole in vigore (decise dallo stesso esecutivo) se non vengono rispettate neanche dai parlamentari della maggioranza. Non svolgere la quarantena fiduciaria obbligatoria rischia, infatti, di mettere in pericolo le persone con cui si viene a contatto e, se non si attiene alla legge neanche chi dovrebbe dare il buon esempio, perché dovrebbero farlo i cittadini? Ce lo spieghi lei, onorevole La Marca» (LR).

Leggi anche: Covid-19 in Italia, gli indici di contagiosità Regione per Regione

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