Cosa succederebbe all’uomo se tutte le api morissero?

di VoceControCorrente

Dati sempre più allarmanti sulla sopravvivenza delle api portano all’attenzione un problema da non sottovalutare.

(di Gina Lo Piparo) I media parlano chiaro: le api stanno morendo. La sola Europa negli ultimi inverni ha avuto perdite stimate fino al 53% (fonte Greenpeace), mentre negli Usa gli apicoltori hanno segnalato perdite tra il 50% e il 90% solo nell’ultimo anno (fonte Dan Rather Report). Una vera e propria catastrofe.

Per individuarne le cause non occorre di certo andare troppo lontano. I cambiamenti climatici, come avevamo già segnalato qualche tempo fa, hanno il loro – notevole – peso ma non si tratta purtroppo dell’unico fattore. Malattie, virus, parassiti e pesticidi killer stanno letteralmente decimando le colonie con effetti negativi per l’intero ecosistema.

Recentemente anche l’Unione Europea è entrata in campo vietando l’uso di tre tipologie di neonicotinoidi nocivi ma non sono purtroppo rari gli episodi di api uccise da insetticidi adoperati in agricoltura, i quali inficiano notevolmente le loro capacità di raccolta di nettare e polline e di apprendimento in generale, provocando disfunzioni e un notevole tasso di mortalità.

Ma cosa accadrebbe se le api si estinguessero?

Sicuramente molti staranno pensando alla liberazione dalla paura di esser punti durante un picnic o un pomeriggio all’aperto ma le conseguenze effettive, in realtà, sarebbero decisamente di tutt’altro tipo.

Non solo miele, più del 70% del cibo che mangiamo viene in qualche modo dalle api, responsabili dell’impollinazione di gran parte delle specie vegetali, anche di quelle di cui non siamo noi a nutrirci, bensì gli animali che alleviamo.

Naturalmente le api non sono le uniche responsabili di questo processo; al loro fianco troviamo farfalle, mosche, calabroni. Se le api sparissero, tuttavia, il meccanismo dell’impollinazione andrebbe incontro ad una forte riduzione, poiché esse accrescono del 35% le rese di 87 delle colture alimentari principali del mondo.

La scomparsa delle api naturalmente intaccherebbe la biodiversità del nostro pianeta con ricadute importanti sulla sopravvivenza di alcune specie vegetali e, di conseguenza, sull’assetto idrogeologico di alcune zone e sul sostentamento di alcune specie animali. In un ecosistema, si sa, tutto è in perfetto equilibrio e non si può sperare di muovere un solo tassello senza condizionare tutti gli altri.

L’Onu ha istituito la Giornata Mondiale delle api il 20 maggio di ogni anno, mentre continui sono gli appelli e le iniziative degli apicoltori al fine di chiedere aiuto e sensibilizzare verso una problematica che ci riguarda tutti da vicino. Sebbene i fattori in gioco in questa silenziosa strage siano di diverso tipo e richiedano provvedimenti ad ampio spettro, infatti, nessuno dovrebbe esimersi dal dare il proprio contributo, dal diffondere l’allarme e dall’offrire il proprio sostegno all’ambiente. D’altronde anche noi siamo un tassello di quel perfetto ecosistema.

Leggi anche: Allarme caldo record, anche la natura si ribella.

Gina Lo Piparo

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