Cosa serve per aprire un bar? Requisiti, costi e altre info

di Gabriele Giovanni Vernengo

Avviare un’attività commerciale di successo è il desiderio di molti. Tra questi vi sono anche coloro che desiderano aprire un bar. Ma qual è l’iter da seguire per avviare questa attività? Quali sono i requisiti e i costi?

SCEGLIERE ATTENTAMENTE IL LUOGO

La scelta della posizione è la prima decisione da prendere per avviare questo genere di attività. Come prima cosa, bisogna sfatare un mito, affermando che aprire un bar in centro città, dove passano centinaia e centinaia di persone al giorno, non garantisce il successo dell’attività. Anche un bar in pieno centro può chiudere i battenti in poco tempo.

I VANTAGGI DI UN BAR DI PERIFERIA

Diversi bar che sorgono in periferia hanno successo per una serie di motivi precisi, tra questi: dispongono di un ampia zona parcheggio e permettono di rilassarsi, rispetto ai bar centrali. Questi ultimi, infatti sono più ambiti da clienti occasionali o fissi che vanno al lavoro e acquistano al volo una brioche e un caffè da asporto, oppure lo bevono frettolosamente al bancone.

BAR IN CENTRO O IN PERIFERIA?

Se si apre un bar in centro, non bisogna preoccuparsi dello spazio a disposizione. Questo tipo di bar deve essere funzionale a consumare una colazione o un drink in maniera veloce e efficiente. Se invece si apre in periferia, si deve creare l’atmosfera contraria: un posto dove sedersi, rilassarsi, ascoltare buona musica. Quindi, questo genere di attività richiede più spazio per far sedere i clienti, nel bar e magari anche fuori dal bar.

SCEGLIERE ATTENTAMENTE L’ARREDAMENTO

Non bisogna sottovalutare la scelta dell’arredamento del locale. I colori, gli accostamenti, sono importantissimi. La scelta di mobili, utensili e soprammobili è fondamentale per il target di clienti da raggiungere. Un arredamento sobrio, elegante, sui toni freddi (dal grigio, al blu, al nero) attirerà soprattutto lavoratori.

Un arredamento più colorato invece, dà l’impressione di relax, spensieratezza e divertimento. Di conseguenza, attirerà giovani e famiglie. Non esagerare con i colori: prediligi un accostamento di due colori, uno più sgargiante e uno neutro. Per esempio il verde accostalo con il bianco, il celeste con il beige.

PREPARARE UN BUSSINESS PLANN

Prima di aprire saracinesca, è importante che tu prenda carta e penna e faccia i conti per bene. Segna con precisione quali sono i costi che devi sostenere, i finanziamenti che eventualmente devi chiedere: su quanto denaro puoi contare almeno all’inizio, le persone che potranno aiutarti nel tuo lavoro, i costi del commercialista e delle tasse, come pagare fornitori (a 30 giorni, a due mesi, ecc…).

Se si decide di aprire un bar tabacchi, le tue entrate non sono più generate solo da caffè, cappuccini, drink, dolci e quant’altro, ma anche dai giochi, dalle schedine, dagli articoli di cancelleria, dalle commissioni sulle ricariche Postepay o sulle marche da bollo.

Per evitare di strafare subito, si può iniziare aprendo il bar e poi organizzarti e chiedere la licenza anche per diventare tabaccheria. Ricorda che voler ottenere tutto e subito, è il peggior metodo per intraprendere qualsiasi attività.

QUALITÀ DI UN BAR DI SUCCESSO

Per fare decollare al meglio il proprio bar è fondamentale mettere la propria attività commerciale, con i suoi clienti, al primo posto della lista delle priorità. Un bar di successo infatti deve: offrire un’ottima qualità di cibo e bevande, avere un servizio veloce e puntuale e avere del personale sorridente. Il bar, il caffè, sono momenti di relax, dove il cliente si aspetta di vedere quanto meno qualcuno che gli sorrida, che gli trasmetta un momento di serenità.

LEGGI ANCHE: Asili nido gratis dal 1° gennaio

LE ATTITUDINI NECESSARIE

Come tutti i lavori, anche per aprire un bar serve l’esperienza. se non si sa usare nemmeno la macchinetta del caffè, allora aprire un bar non è certamente la scelta migliore. Come per tutti i lavori, per intraprendere un’attività in proprio, è necessario conoscere il settore. Si tratta di cose anche banali, ad esempio: capire quali sono i momenti più impegnativi della giornata, con più clienti, conoscere i fornitori, capire quali sono le richieste di ogni tipologia di clientela, fare un calcolo relativo alle scorte, sapere quali sono i prodotti di migliore qualità, riuscire a gestire una criticità, l’assenza di un dipendente.

Questi e tanti altri sono gli aspetti della gestione di un bar o di un ristorante. Sono conoscenze che non si improvvisano. La cosa migliore da fare quindi, è iniziare a lavorare per qualcun altro. Tutti iniziano dalla gavetta: devi farlo anche tu. Non è necessario trascorrere anni e anni alle dipendenze altrui, ma giusto il tempo necessario per capire come funzionano gli aspetti principali.

LEGGI ANCHE: Quanto costa mangiare al ristorante di Christian Puglisi?

PERMESSI E LICENZE

Per aprire un bar, è necessario avere tutti i permessi occorrenti per l’apertura di un pubblico esercizio che somministra cibi e bevande. Un bar non è un negozio di abbigliamento. L’iter burocratico per ricevere i vari permessi è parecchio dettagliato. Come prima cosa bisogna verificare il locale sia in regola con i requisiti urbanistici. E’ necessario, quindi, affidarsi ad un geometra competente che sia in grado di fare tutte le dovute verifiche e che si occupi di presentare la SCIA al Comune (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Bisogna ottenere l’attestato HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points – Analisi dei Pericoli e dei Punti Critici di Controllo). Il corso per il relativo certificato di solito dura sulle 15 ore e costa dai 50 ai 100 euro.

Infine, è necessario avere almeno uno dei seguenti requisiti professionali: aver frequentato un corso commercio alimentare riconosciuto dalla Regione, possedere un titolo di studio settoriale (di solito una qualifica o un diploma dell’Istituto alberghiero), aver lavorato nel settore alimentare per almeno due anni nell’ultimo quinquennio. E’ necessario che questi requisiti siano in possesso almeno di uno dei soci dell’attività.

Per aprire un bar non è necessario che tutti i soci possiedano i requisiti elencati. Non è necessario li possiedano anche gli altri.

I documenti attestanti questi requisiti (per esempio il diploma alberghiero o di frequenza a un corso regionale, ecc.), dovranno essere autocertificarli e conservati con cura. Presso la Camera di Commercio trovi i vari modelli di autocertificazione.

QUANTO COSTA APRIRE UN BAR?

Non si può pensare di poter aprire un bar senza soldi. Si può decidere di contenere i costi, questo sì, ma non azzerarli. Ecco quindi un elenco per farti un’idea generale delle spese da sostenere per l’apertura di un bar e dei costi di gestione: affitto di un locale di medie dimensioni (500 euro al mese), arredamento (2000 euro), attrezzatura (1500 euro), utensileria (500 euro), materie prime per iniziare (1000 euro), costo del commercialista (dai 1000 ai 1500 annui), INPS (3000 euro annui. In totale, occorrono quindi almeno 10.000 euro. Ma stiamo parlando di un locale aperto in un centro abitato non grandissimo, dove l’imprenditore è stato attento al risparmio, quindi il costo minimo parte dai 10000 euro, è una cifra congrua. Il costo però può aumentare (anche a dismisura), in base alla città in cui decidi di aprire il bar. Il costo dell’affitto infatti, è stato stimato sui 500 euro al mese, per un bar di medie dimensioni (50 mq). Se parliamo di un bar aperto nel centro di Milano, solo per un affitto potresti dover pagare 5000 euro al mese.

APRIE UN BAR IN FRANCHISING

Il franchising rappresenta un’interessante opportunità per gli aspiranti imprenditori che vogliono partire «accompagnati» da un grande marchio. Tramite il franchising, una grande azienda ti permette di usare il suo nome e sostiene i soci dell’attività nell’apertura del locale. Inoltre, partecipa alla scelta del luogo, degli arredamenti e fornisce la materia prima.

Alcuni franchising offrono persino la soluzione «chiavi in mano». In pratica creano tutto il bar, secondo il loro modello di business e lo consegnano agli interessati ad avviare l’attività. In cambio, i soci della nuova attività dovranno destinare parte dei propri guadagni al franchisor (ossia l’azienda che ti concede il franchising). Si tratta di uno scambio di interessi: l’azienda concede l’uso del suo marchio, generalmente già conosciuto e apprezzato e la nuova società paga delle commissioni a questo marchio, sia nel momento per tutta la durata del contratto di franchising.

Per capire se conviene, bisogna porsi alcune domande: quanto può essere importante quel marchio? Quanto può darti un vero valore aggiunto alla propria attività? E da precisare che il franchising non garantisce la buona uscita del progetto. Accompagna, e aiuta il titolare dell’azienda, unico responsabile della gestione del bar.

A CACCIA DI FINANZIAMENTI…

Per trovare finanziamenti o agevolazioni per aprire un bar, bisogna assolutamente seguire il Ministero dello Sviluppo Economico. I finanziamenti di solito sono: a fondo perduto (quando una parte del finanziamento è in realtà un contributo che non devi restituire allo Stato) o a un tasso moto basso rispetto a quanto offrirebbe una banca.

Gabriele Giovanni Vernengo

LEGGI ANCHE: Bronchiolite: cos’è, sintomi, come curare.

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un 'Mi Piace' sulla nostra pagina Facebook!

Articoli Correlati