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Coronavirus, una ‘sveglia’ bella forte per noi Cristiani

Una chiave di lettura cristiana del dramma che stiamo vivendo.

Mi sono posto molte domande circa quello che sta accadendo e a volte provo sincero imbarazzo anche solamente ad averle le domande, da cristiano ma soprattutto da pastore, guida spirituale.

Ma poi, come sempre, nel mio stesso spirito c’era la risposta nella ‘vera’ domanda: perché chiedi a me? (Eso 14:15 Il SIGNORE disse a Mosè: «Perché gridi a me? Di’ ai figli d’Israele che si mettano in marcia»).

Credo che la chiave di lettura dell’epidemia di coronavirus possa essere questa: può una Nazione che si definisce cristiana essere colta così di sorpresa da circostanze se pur drammatiche, ma in fondo prevedibili? Cosa dobbiamo capire, oltre che cercare solamente di salvare la pelle o riempire la casa di cibo, da questa scossa senza precedenti nel nostro secolo?

Personalmente e non solo dal punto di vista profetico, attendevo che qualcosa del genere sarebbe arrivata soprattutto avendo (quasi) ignorato fino adesso tutti gli altri segnali che la stessa creazione ci stava lanciando (sconvolgimenti da cambiamento climatico globale).

Anche come uomo di scienza, mi sono sempre chiesto come gli stessi governi nazionali abbiano sottovalutato e non affrontato una emergenza oramai giunta al punto di non ritorno (parlo del global warming), complici di un sistema che ha anestetizzato le coscienze distraendole abilmente, come anche Gesù stesso anticipò nel famoso passo di Matt. 24:37: «Come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figlio dell’uomo. 38 Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e s’andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, 39 e la gente non si accorse di nulla».

Allora che ne dite se forse questa sia una ‘sveglia’ bella forte che serve anche a noi cristiani, quasi costretti per ‘legge’ a fermarci, a recuperare, lucidità, priorità, direzione, scopo, mettendo le proprie certezze nell’Unico che ha già risolto ogni cosa, il vero e unico Salvatore, il Messia, Gesù Cristo il figlio di Dio, che proprio in quell’eloquente brano del vangelo di Matteo ci invita a svegliarci per non essere sorpresi, ma anzi, Suoi ‘portavoce’ sulla terra per avvisare tutti quelli che possiamo, di salire su una moderna Arca del terzo millennio, chiamata grazia e salvezza, già ampiamente realizzata duemila anni fa sulla croce e disponibile anche e soprattutto adesso per tutti.

Quindi, sì, #iorestoacasa, ma non per imprecare contro tutto e tutti perché, per esempio, mi manca il calcio o non posso farmi gli aperitivi nei soliti locali e sono privato della mia libertà, ma ringraziando il vero Padre nostro, per questa opportunità di stare lontani da ogni distrazione inutile, riflettendo e riscoprendo i veri valori che da sempre sono stati il rifugio e da sempre sono stati attaccati, come la famiglia, l’amore, la compassione e la solidarietà.

Sì, abbiamo fiducia nella nostra nazione, nel nostro governo e nei suoi evidenti sforzi, nei medici e nella scienza, ma ancora di più in Colui che non ha mai fallito e la cui parola si è sempre adempiuta.

Il nostro non si chiama solo ottimismo, ma fede. Eso 14:15: «Il SIGNORE disse «Perché gridi a me? Di’ ai figli di Dio che si mettano in marcia».

Enzo Incontro

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Enzo Incontro

Senior Pastor of Missione Paradiso. Missione Paradiso - Catania.

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