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Coronavirus, stop alle feste private e più controlli: niente mascherina per chi fa jogging

Riduzione della quarantena e maggiori controlli su assembramenti: il governo stringe per il nuovo dpcm

La riunione del Comitato tecnico scientifico ha stabilito nuovi dettami a cui bisognerà attenersi nella lotta al Covid-19, mentre la cabina di regia con le Regioni e gli enti locali convocata per la giornata di oggi farà il punto sulle misure del nuovo dpcm.

Mascherina per attività sportiva, non motoria

Nella circolare del Viminale firmata ieri sera dal capo di Gabinetto Bruno Frattasi si chiariscono alcuni punti del decreto legge del 7 ottobre. Frattasi spiega che la disposizione sull’uso della mascherina “esenta dall’obbligo di utilizzo solo coloro che abbiano in corso l’attività sportiva e non quella motoria, non esonerata, invece, dall’obbligo in questione”.

In sostanza, per attività motoria “deve intendersi la mera passeggiata e non la corsa, anche quella svolta con finalità amatoriali, in quanto riconducibile ad attività sportiva”. Quindi, “jogging e footing potranno continuare a svolgersi senza obbligo di mascherina”.

Quarantena ridotta a 10 giorni

Dalla riunione del Comitato tecnico scientifico emergono alcune novità, come ad esempio una più breve durata per la quarantena (10 giorni) e un solo tampone in uscita per i positivi. I tamponi molecolari ed antigenici potrebbero essere realizzati dai medici di famiglia e dai pediatri ed essere autorizzati per i ‘contatti’.

Novità anche per gli asintomatici che non riescono a negativizzarsi: dopo 21 giorni avranno concluso la quarantena, dal momento che studi internazionali affermano che la carica virale dopo venti giorni sia talmente bassa da non poter infettare altri. Il protocollo prevede, dunque, che dopo dieci giorni di quarantena sia effettuato un tampone molecolare: se l’esito è positivo, seguiranno altri 7 giorni di isolamento. Dopo un nuovo tampone, in caso di positività, ci saranno altri altri 4 giorni in quarantena. Infine, l’ultimo tampone molecolare: il soggetto avrà terminato la quarantena anche se l’esito sarà positivo.

Stop alle feste private e via a maggiori controlli

Intanto, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ospite di “Che tempo che fa” su Rai3, ha dichiarato la necessità di “un cambio di marcia con interventi puntuali su alcune aree più a rischio per rimettere la curva sotto controllo e per non assumere misure più dure, e giocare d’anticipo”.

“Siamo costretti a stringere le maglie dopo settimane di misure che allargavano”, ha detto il ministro a proposito dell’aumento dei contagi in Italia, che comunque spaventa meno di altri Paesi europei.

Quindi, stop alle feste private e via a maggiori controlli. Riferendosi ad alcune misure su cui oggi ci si confronterà con le Regioni in vista del nuovo dpcm, il ministro ha accennato interventi sugli assembramenti, sugli orari dei locali e sugli sport dove non è possibile usare mascherine o mantenere le distanze.

La stretta sulle feste private deriva alla considerazione che il 75% dei contagi avviene in relazioni familiari. “Si abbassa la guardia e ci si toglie la mascherina”, ha detto il ministro Roberto Speranza rassicurando comunque sulla mancanza di condizioni per un eventuale lockdown nazionale.

“Dalle Regioni è stato acquistato il 70% in più dei vaccini antinfluenzali e il mio invito è di fare il vaccino“, ha poi sottolineato il ministro. “La campagna antinfluenzale sta partendo in anticipo in tutte le regioni”.

“In queste ultime ore abbiamo iniziato ad utilizzare anche i test antigenici che sono test più rapidi e che ci aiuteranno: 5 milioni sono in arrivo, verranno usati nelle scuole, stiamo lavorando per provare ad aprire anche l’opportunità di un utilizzo negli studi dei medici di medicina generale e questo potrebbe essere chiaramente un grande passo in avanti”.

“In queste ore è’ stato fatto un lavoro straordinario – ha dichiarato il ministro in merito alle code per i tamponi -. Si raddoppieranno i drive-in nel Lazio a partire da domani, c’è un lavoro importante di rafforzamento della nostra rete territoriale”. A marzo- aprile i tamponi erano circa 30mila al giorno, oggi 130mila al giorno.

Di Maio: “L’Italia non può permettersi un nuovo lockdown”

Anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a “Mezz’ora in più” su RaiTre scongiura l’ipotesi di un nuovo lockdown: “Lo voglio dire chiaramente, l’Italia non può permettersi un nuovo lockdown, non se lo può permettere il sistema economico e quello commerciale”

“A febbraio non eravamo assolutamente preparati, non avevamo niente, neanche come filiera produttiva. Adesso abbiamo un Paese che può avere delle disfunzioni, ma si è attrezzato e ha dimostrato di saper affrontare l’emergenza. Questo è un Paese che non deve essere troppo duro con sé stesso. Le terapie intensive sono attrezzate”, ha dichiarato Di Maio.

Quanto a  vaccino: “Noi, grazie all’accordo con Oxford University, entro fine anno avremo le prime dosi del vaccino. E dobbiamo superare e dall’inizio dell’anno prossimo inizieremo le vaccinazioni”.

Arcuri: “Non ci sono le condizioni per tornare al lockdown”

Dello stesso avviso il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri : “Oggi non ci sono le condizioni per tornare al lockdown,c’è bisogno di prendere tutti coscienza e farci carico di un necessario incremento di responsabilità”.

Ospite a ‘Mezz’ora in più’ su Rai 3, Arcuri  dice che il 31 marzo c’erano in terapia intensiva 4.023 pazienti, il 10 ottobre ce n’erano 390. “Segno della risposta che il sistema ha dato rispetto all’epidemia e negarla vuol dire che si è poco informati”.

Arcuri ha precisato anche che si è chiusa la gara per 5 milioni di test a cui hanno preso parte 39 imprese:”Molto velocemente metteremo in campo questi strumenti e lo faremo non solo per porti e aeroporti ma ci sarà anche un certo numero a disposizione dei medici di medicina generale”.

 

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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