Ambiente

Coronavirus: le restrizioni abbassano i livelli di biossido di azoto sul Nord Italia

Fenomeno analogo anche in Cina.

Le restrizioni dovute al Coronavirus hanno prodotto il calo progressivo dei livelli di biossido di azoto sul Nord Italia. È quanto mostrano le immagini del satellite Sentinel 5 del programma europeo Copernicus, gestito dalla Commissione Europea e dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa): lo stop a spostamenti e attività avrebbe ridotto le emissioni del gas nocivo prodotto dai combustibili fossili.

Le immagini sono state mostrate su Twitter da Santiago Gassò, ricercatore dell’Università di Washington e della Nasa. I sensori Tropomi (Tropospheric Monitoring Instrument) a bordo del satellite hanno rilevato la graduale riduzione della nube rossa di biossido di azoto, come del resto è avvenuto all’inizio del mese anche in Cina, dove si è registrata una riduzione del 30%.

NO AI FACILI ENTUSIASMI

Tuttavia, non bisogna cedere a facili entusiasmi. In fatto d’inquinamento i fattori da prendere in considerazione sono molti e vari.

Come chiarisce Vanes Poluzzi, dirigente di Arpae Emilia-Romagna e responsabile del comparto che monitora e analizza la qualità dell’aria, dal 26 febbraio e nelle prime settimane di marzo, in Emilia-Romagna i valori di Pm10 sono stati inferiori ai limiti.

«Solo ieri c’è stato uno sforamento a Ferrara con un valore superiore: 52 microgrammi per metro cubo. Molto ha contribuito il ‘motore meteorologico’ che ha portato, nei giorni scorsi, piogge e vento. Può essere quindi che il bilancio sia positivo, ma non prendiamo abbagli: è presto per affermare che i decreti per limitare il contagio del coronavirus hanno avuto impatto sull’inquinamento».

«Lo si potrà dire solo quando l’emergenza sanitaria terminerà e avremo tutti i dati. I flussi di traffico sono diminuiti, ma, con le famiglie a casa, potremmo assistere a uno ‘shift modale’ dell’inquinamento per l’incidenza, ad esempio, del riscaldamento domestico».

Prima delle restrizioni, «tra il 20 e il 21 febbraio si sono raggiunti, in tutta la regione, valori sopra la media di concentrazione di Pm10 nell’aria. La situazione poi è cambiata e tanto lo si deve alla perturbazione, anche ventosa, arrivata dal 26 febbraio. Presto ci saranno altri giorni di instabilità, per questo solo al termine dell’emergenza sanitaria potremmo stabilire se le disposizioni hanno ‘alleggerito’ l’aria».

Gina Lo Piparo

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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