Economia

Coronavirus, l’allarme di un imprenditore: “Lo Stato rischia di farmi chiudere”

La testimonianza di Emilio Innocenzi, presidente del gruppo Team Service.

Emilio Innocenzi è presidente del gruppo Team Service, azienda che si occupa di sanificazione e ambiente, nata a Roma e con sedi anche a Milano e Napoli.

Intervistato da informatore.info, a proposito dell’emergenza economica associata a quella sanitaria per il coronavirus, l’imprenditore ha affermato di non sentirsi tutelato dalle misure previste dal Decreto Cura Italia: «Nel mese di Marzo abbiamo resistito, ma non è affatto facile: paghiamo 5 milioni di euro solo di imposte IRPEF e contributi previdenziali – ha affermato – In questo momento abbiamo il 67% di fatture scadute che non sono state ancora saldate. Vorrei che nel successivo decreto venga inserito il saldo immediato dei pagamenti. Questo mi garantirebbe maggiore liquidità. Qualora questo non fosse possibile, chiederei almeno che le banche possano concederci dei prestiti, fino a quando tutte le fatture non verranno saldate”, rimarcando che “noi dalle banche non stiamo prendendo un euro».

Innocenzi ha poi lanciato l’allarme: «Se entro il 15 Aprile io non pago le scadenze fiscali, l’Inps mi mette in rosso e nessuna amministrazione mi potrà pagare, nessun tipo di fatturazione mi verrebbe riconosciuta. Questo lo trovo assurdo. Poi ci sono tutti gli stipendi dei dipendenti. Per restare a galla, sarò costretto a non pagare i dipendenti per questo mese. Altrimenti lo Stato mi fa chiudere».

Per Innocenzi, poi, lo Stato dovrebbe avere come priorità il sostegno alle imprese perché «creano lavoro. Se le aziende non vengono salvate, qui salta tutto. Bisogna prevenire il futuro creando lavoro. Questo è il momento decisivo per fare un vero piano per il sostegno alle piccole, medie, ma anche alle grandi imprese. Il sistema ha bisogno di liquidità nelle mani di chi investe, è sbagliato spendere di qua e di là».

Infine, l’imprenditore, se fosse al posto dello Stato, si comporterebbe così: «Dare i soldi agli imprenditori in modo da investirli in sviluppo, crescita, occupazione. Le possibilità non mancano. In Italia abbiamo delle eccellenze. Siamo i protagonisti per il vino, la moda, il turismo, la sanità. È il momento di reagire, risollevando la grande impresa italiana per creare valore aggiunto».

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