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Coronavirus, i cristiani di Wuhan chiedono di pregare nel nome di Gesù

Attualmente ci sono più di 17mila casi confermati di contagio da Coronavirus 2019-NCOV nel mondo. Il virus ha già causato la morte di 362 persone in Cina, provocando più vittime dalle SARS, tra il 2002 e il 2003, dove persero la vita 349 persone solo nel territorio cinese.

L’origine del virus ancora non è stata confermata ma, secondo alcune ipotesi, il mercato di Wuhan potrebbe essere messo in discussione per spiegarne l’origine.

Da allora, la città di 11 milioni di abitanti è stata messa in quarantena, negozi e ristoranti sono chiusi. Una città ferma che ha gli occhi puntati addosso dall’intero pianeta, in contatto col mondo solo per aggiornare la costante perdita dei propri cittadini. Tuttavia, sono state diffuse parole di speranza proprio dal cuore di Wuhan.

Un pastore di Wuhan ha scritto al China Source Blog Post per ricordare che in questa situazione così critica, Dio ha piani per la pace.

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«La situazione è così critica, eppure ci fidiamo delle promesse del Signore, i suoi pensieri verso di noi sono di pace e non di male (Geremia 29:11), e concede il tempo per la prova, non per distruggerci, ma per stabilirci. La peste di Wuhan non può separarci dall’amore di Cristo; questo amore è nel nostro Signore Gesù Cristo».

Ha affermato di aver ricevuto numerosi contatti da pastori all’estero. A tutti, chiede di pregare: «Quindi, soprattutto, chiedo di rivolgere gli occhi a Gesù. Non siate preoccupati del mio benessere, non siate agitati o spaventati, ma pregate nel nome di Gesù. Le persone di buon cuore, attraverso le loro azioni, sono al servizio di questa città, in particolare il personale medico che rischia la propria vita. Se possono assumere tali responsabilità nel mondo, come possiamo non assumerci più facilmente responsabilità spirituali».

Un altro cristiano ha contattato l’associazione internazionale cristiana Barnabas Fund, descrivendo un’atmosfera pesante, di paura, con una disinformazione sulle maschere protettive: «È davvero una situazione preoccupante, le persone hanno paura. Le maschere monouso e le maschere filtranti valgono il loro peso in oro; le altre maschere sono semplicemente inutili. Le maschere necessarie sono difficili da trovare e, se ne trovi una, preparati a pagare un prezzo elevato».

Ha anche menzionato le difficoltà legate allo sfollamento: «Mentre scrivo questa lettera, la polizia ha inviato nuove disposizioni. Ora alcuni tipi di trasporto non sono più validi nella nostra città. E se qualcuno si sente male o vuole lasciare la città, deve contattare un numero speciale» .

Il contatto di Barnabas Fund parla delle misure di protezione adottate dalla sua famiglia:  Il virus si sta avvicinano sempre di più. Mi preoccupo per la mia famiglia ma cerco di fidarmi di Dio. Purtroppo la città di Wuhan non è lontana da noi, a circa 600 km. Non c’è niente che possiamo fare a riguardo, possiamo solo pregare, rafforzare la nostra immunità e mantenere l’igiene. Abbiamo deciso di rifiutare riunioni o ospiti. Crediamo che non dovremmo correre rischi».

Infine, fa appello alla preghiera della comunità cristiana internazionale: «I credenti di tutta la Cina e non solo sono uniti nella preghiera, vi invitiamo anche a pregare. Grazie per il vostro sostegno nell’amore e la vostra attenzione per noi. Grazie a Dio per tutto! Benedizioni generose».

Filippa Tagliarino

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