Cultura & Scienze

Coronavirus e malattia di Kawasaki: c’è un nesso?

Potrebbe esserci un collegamento tra il Covid-19 e la patologia vascolare che colpisce i bambini.

Il Covid-19 aumenta l’insorgere di malattie vascolari nei bambini? È questo uno degli interrogativi che la comunità scientifica si sta impegnando ad approfondire, dopo aver notato un nesso tra il Coronavirus e la presenza del morbo di Kawasaki.

Il caso estremo arriva dal Regno Unito, dove il piccolo Alex Parsons, di 8 mesi, è morto per arresto cardiaco lo scorso 25 aprile. Nessuna malattia pregressa, solo un’eruzione cutanea pochi giorni prima del decesso. Secondo gli esperti, la malattia di Kawasaki si è portato il piccolo in poco tempo per effetto del Coronavirus.

Anche a Bergamo, una delle province più colpite d’Italia dalla pandemia, le diagnosi di malattia di Kawasaki sono aumentate di trenta volte negli ultimi 2 mesi. Come riportato dal sito della Fondazione Veronesi, gli specialisti dell’ospedale Papa Giovanni XXIII sono stati i primi a riflettere sulla concomitanza delle due malattie. «Nei bambini il decorso del Covid è generalmente meno grave, ma è bene sapere che alcuni di loro possono sviluppare in concomitanza la malattia di Kawasaki» – ha affermato Lorenzo D’Antiga, direttore dell’unità operativa di pediatria e coordinatore del primo studio che descrive l’incremento delle vasculiti tra i piccoli pazienti contagiati dal coronavirus.

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Ma che cos’è la malattia di Kawasaki? Si tratta di un’infiammazione dei vasi sanguigni di piccolo e medio calibro, che colpisce soprattutto i bambini al di sotto dei 5 anni e che causa febbre, eruzioni cutanee, arrossamento della lingua, irritazioni delle mucose (soprattutto della bocca e degli occhi) e delle estremità (mani e piedi). La complicanza più temibile è l’infiammazione delle arterie del cuore, che può causare delle dilatazioni permanenti (aneurismi) delle coronarie. Le sue cause sono al momento sconosciute. Una delle ipotesi è che a provocarla sia una reazione immunitaria eccessiva a un’infezione.

Se la malattia di Kawasaki sia causa o effetto del Covid-19, è ancora da accertare. «Normalmente, i pazienti rispondono bene alla terapia che si avvale della somministrazione di immunoglobuline (anticorpi, n.d.r.) e aspirina, che agisce da antinfiammatorio e antiaggregante – ha aggiunto D’Antiga – In forme più severe, come quelle che compaiono nei pazienti positivi al coronavirus, può però essere necessario somministrare una terapia a base di cortisone o con farmaci che supportano la pressione sanguigna. In ogni caso, con il trattamento appropriato somministrato in tempi rapidi, guariscono tutti i bambini».

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