Cronaca

Coronavirus e caos nelle carceri, Algozzino: “Fallimento dell’amministrazione penitenziaria”

La nota della Uil Pubblica Amministrazione Polizia Penitenziaria.

«Da sindacalista e da uomo sono costernato per tutti gli eventi drammatici che, nelle ultime ore, sono accaduti nelle strutture carcerarie italiane : fatti di inaudita gravità che non si sarebbero mai verificati se il Corpo della Polizia Penitenziaria avesse la giusta dotazione di organico in tutto il territorio nazionale».

Scrive così in una nota Armando Algozzino, componente dell’Ufficio Commissariale nazionale della Uil Pubblica Amministrazione Polizia Penitenziaria, descrivendo le ribellioni dei detenuti, ospiti di diverse case circondariali d’Italia e, che, non appena appresa la notizia della negazione dei colloqui futuri per motivi di sicurezza, a causa dell’emergenza Coronavirus, sono andati in escandescenza, creando danno e qualcuno, addirittura, perdendo la vita.

«Da anni la UilPa Polizia Penitenziaria denuncia il sovraffollamento delle carceri , dove sono ospitate circa dodicimila unità in più rispetto alle reali capacità di contenimento delle strutture – racconta l’esponente della Uil – così come abbiamo lanciato, in svariate occasioni, l’allarme sul deficit di organico, anche in considerazione delle numerose unità andate in quiescenza negli ultimi anni : lo avevamo previsto, l’ Amministrazione penitenziaria non sarebbe stata in grado di fare fronte ad alcuna criticità imprevista in simili condizioni».

Nonostante le continue proteste e battaglie perpetrate dal sindacato, non c’è mai stato un incremento di personale. Misura indispensabile per a colmare le gravi carenze in atto.

La realtà igienico – sanitaria delle Istituti è pessima – aggiunge Algozzino – ed è veramente assurdo che, ad oggi, gran parte di essi non abbia ricevuto la necessaria dotazione per affrontare e contrastare il virus, a partire da disinfettanti, mascherine e guanti».

In seguito, Algozzino rivolge anche un pensiero ai detenuti morti e rimasti feriti durante le rivolte di: Modena, Foggia e Roma.

«Spiace molto anche per loro – precisa Algozzino riferendosi ai ristretti e ai loro familiari – la vita umana deve essere sempre salvaguardata. L’universo carcerario è una grande comunità dove trovano spazio e impiego, oltre ai detenuti e alla Polizia Penitenziaria, anche varie professionalità quali medici, infermieri , educatori e assistenti sociali – afferma – e pertanto, necessita di organizzazione e sicurezza ai massimi livelli: la riduzione di organico in un simile ambito è davvero incomprensibile oltre che estremamente pericolosa, come emerge con prepotenza in circostanze quali l’epidemia che stiamo sperimentando».

«La politica di tutti gli schieramenti e l’Amministrazione, negli ultimi anni, hanno fallito – tuona Algozzino – manifestando totale inadeguatezza a partire dalla sottovalutazione delle problematiche legate alla carenza di organico : era davvero necessaria un ‘emergenza sanitaria come il Coronavirus per acquisire consapevolezza di tutto ciò?»

«Attendiamo un segnale da parte del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede – conclude Algozzino – e dalla Presidenza del Consiglio: le nostre denunce sono rimaste ascoltate, e l’ingrato ruolo di Cassandra non ci piace affatto, chiediamo assunzioni immediate e massima tutela per la Polizia Penitenziaria e per tutti gli operatori».

Gabriele Giovanni Vernengo

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Gabriele Giovanni Vernengo

Classe 94', amante della cultura e dell'arte. Fermo nei propri valori e nella sua fede cristiana, porta avanti il proprio talento tramite la poesia e il giornalismo, definite da lui stesso come «missioni» e/o « vocazioni».

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