CronacaIn evidenza

Coronavirus, domani nuovo Dpcm e discorso di Conte: stretta sulle palestre, più smart working

Il varo del Dpcm è previsto tra domani e lunedì. Si ipotizza un coprifuoco dalle 22, dubbi su bar e ristoranti

Non sarà un nuovo lockdown, non si prevede nessuna chiusura totale e indiscriminata, ma il nuovo Dpcm che verrà presentato domani dal premier Conte nel corso di una diretta televisiva introdurrà una serie di strette in ottica “anti-contagio”.  Secondo le prime indiscrezioni, non si prevedono chiusure per parrucchieri e centri estetici, mentre a rischiare maggiormente lo stop sono palestre, piscine e più in generale gli sport di contatto dilettantistici.

Il varo del Dpcm è previsto tra domani e lunedì. Si ipotizza un coprifuoco dalle 22, ma i dubbi non sono pochi. Intanto già da stasera in Lombardia i pub e ristoranti chiudono alle 24, mentre in Campania sono consentitea partire da oggi le lezioni in presenza per gli asili.

Coronavirus, contagi e chiusure: verso il nuovo Dpcm

Sullo sport, viene spiegato, “arriverà una nuova stretta ma è ancora aperto un ventaglio di ipotesi che verranno soppesate nelle prossime ore”. “Se guardo i numeri degli altri Paesi le nuove misure sono necessarie per evitare di arrivare a quei livelli“, avrebbe detto il ministro per la Salute, Roberto Speranza durante il vertice governo-Regioni. “L’idea di base è l’irrigidimento delle misure con una distinzione di base tra attività essenziali e non essenziali perché abbiamo necessità di limitare i contagi. Interveniamo adesso con più forza sulle cose non essenziali per evitare di dover incidere domani sull’essenziale che per il governo è rappresentato da lavoro e scuola. Se decidiamo come governo di chiedere a qualche comparto di cessare o limitare le proprie attività ci facciamo carico del ristoro”.

“Sulla movida potremmo fare uno sforzo in più, valutiamo se è il caso di una una stretta sugli orari serali per evitare assembramenti – ha aggiunto Speranza – Lavoriamo insieme sui trasporti. Serve una mossa netta sullo smart working, direi di arrivare anche al 70-75%”. Dal canto loro le Regioni chiedono al Governo “orari scaglionati per le scuole e favorire il più possibile la didattica a distanza per le scuole superiori”. L’Umbria, ad esempio, è intenzionata a introdurre “la didattica a distanza per un periodo limitato, allo scopo di consentire in 15 giorni di capire e studiare l’evoluzione della pandemia”.

 “Sulle piscine e le palestre si valuti di tutelare almeno le squadre, che possono rispettare i nuovi protocolli”. È quanto ha spiegato – a quanto si apprende – il presidente della Confernza delle Regioni e governatore del’lEmilia Romagna, Stefano Bonaccini durante il vertice con il governo in merito all’ipotesi di una eventuale stretta su palestre, piscine e attività sportive nel prossimo Dpcm.

Tag

Articoli correlati

Rispondi

Back to top button
Close