Esteri

Coppia cristiana condannata a morte in Pakistan per blasfemia: ma i dubbi sono tanti

In Pakistan l’associazione International Religious Freedom Roundtable (RFI) sta facendo di tutto per chiedere al governo di rilasciare una coppia cristiana condannata a morte per blasfemia.

Shafqat Emmanuel e Shagufta Kausar sono stati condannati nel 2014 dopo che un imam locale di nome Muhammad Hussain li ha accusati di aver scritto messaggi offensivi su Maometto. L’imam, però, ha ammesso di avere ricevuto quei messaggi da un numero sconosciuto durante le preghiere e la coppia ha sempre negato le accuse.

Dopo cinque anni di carcere, Emmanuel e Kausar stanno aspettando un’udienza in tribunale.

La RFI ha raccontato – come riportato su Charismanews.com – che il caso della coppia è condizionato da alcune irregolarità, compreso il fatto che i messaggi blasfermi sono stati scritti in inglese, una lingua sconosciuta dai due. Inoltre, secondo quanto riferito da Pakistan Today, gli avvocati dell’imam hanno minacciato violenze pubbliche se il tribunale non ritennese la coppia colpevole.

Nella lettera della International Religious Freedom all’ambasciatore pakistano presso gli Stati Uniti Asad Majeed Khan, si rimprovera il governo per aver applicato le leggi sulla blasfemia per imprigionare in maniera ingiusta i cristiani.

La lettera afferma che, nonostante gli sforzi del Pakistan di eleggere funzionari di diverse religioni, «la forma più pericolosa di persecuzione diretta contro le minoranze religiose sono le leggi sulla blasfemia che hanno portato all’ingiusta detenzione di centinaia di minoranze, soprattutto i cristiani».

L’IRF ha dichiarato, inoltre, che queste leggi sulla blasfemia «continuano ad essere utilizzate come arma di persecuzione religiosa. Non solo minacciano il benessere delle minoranze religiose pakistane ma anche la possibilità stessa di una democrazia pakistana costruita sulla giustizia. Dovrebbero essere eliminate».

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