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“Convivere con il coronavirus”, i 5 punti del ‘piano Speranza’

Cos'ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza a Repubblica.

«Il nostro compito è creare le condizioni per convivere con questo virus. Ecco, il verbo giusto è convivere. Almeno fino a quando non avremo il vaccino o una cura».

Lo ha affermato il ministro della salute, Roberto Speranza, in un’intervista a Repubblica.

«Dobbiamo dire la verità – ha sottolineato – la situazione resta drammatica. L’emergenza non è finita. Il pericolo non è scampato. Ci aspettano mesi ancora difficili. Non sprechiamo i sacrifici fatti», è l’esortazione di Speranza, «gli italiani devono sapere che c’è una strategia dietro il nostro lavoro: rendere compatibile il ritorno alla normalità con il virus. Almeno fino a quando non troveremo il vaccino».

L’obiettivo è un ritorno alla normalità «il prima possibile”: “Non posso dare una data. Non voglio fare annunci. L’annuncite è stata per troppo tempo il male della politica italiana. Non posso anche perché il presidente del consiglio ha da poco confermato il blocco fino al 13 aprile. In prossimità di quella data, vedremo come staremo. In ogni caso, si farà tutto per gradi. Nessuno pensi che ci sarà un solo giorno in cui si potrà dire ‘è tutto finito’».

«Dobbiamo preparare una fase di ‘convivenza’ con il Covid – ha aggiunto il Ministro – la strategia sanitaria deve accompagnare la strategia produttiva. Del resto, se mezzo mondo, letteralmente mezzo mondo, è chiuso, vuol dire che servono soluzioni vere. E anche che il governo non ha adottato misure sbagliate».

I 5 PUNTI DEL PIANO

  1. Il primo punto del piano Speranza prevede lo «scrupoloso distanziamento sociale, nei luoghi di vita e di lavoro»;
  2. Il secondo il «rafforzamento delle reti sanitarie locali» che preveda «squadre d’intervento veloci» che riescano a mantenere a casa il malato e a evitare l’ospedalizzazione;
  3. il terzo punto sono i COVID Hospital che vanno mantenuti e aumentati perché «non si può escludere un’ondata di ritorno dell’epidemia fino a quando non ci sarà un vaccino» e perché l’«ospedale misto è ingestibile in questo quadro»;
  4. il quarto punto riguarda i tamponi da effettuare in massa, anche «quelli rapidi con il prelievo in macchina» per realizzare una «mappa virale del Paese»;
  5. il quinto punto è lo sviluppo di una App che tracci i movimenti del malato anche nelle 48 ore precedenti il contagio.

LEGGI ANCHE: Ospedale evangelico chiede preghiere per l’emergenza coronavirus.

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