Esteri

Continua la strage di cristiani in Nigeria: uccisi pastore e la moglie incinta

La tragedia è avvenuta il 1° giugno nella città di Mararraba, nello Stato di Taraba.

Emmanuel e Juliana Bileya sono stati uccisi mentre lavoravano nella loro fattoria in Nigeria. Lui, pastore di una chiesa. Sua moglie, Juliana, era incinta. Insieme avevano già otto figli, dagli 1 ai 19 anni, ora diventati orfani perché i loro genitori sono stati uccisi in un conflitto tribale. Anche la bambina che Juliana portava in grembo è morta.

«La tragedia è avvenuta il 1° giugno mentre Emmanuel e sua moglie lavoravano nella fattoria», dichiarano dal Robert E. Webber Institute for Worship Studies (IWS), dove Emmanuel stava terminando la sua tesi di laurea. E dicono quanto segue: «È con il cuore spezzato che l’IWS annuncia la morte dello studente della D.W.S. Emmanuel Bileya, di sua moglie Juliana e del loro figlio in utero, il cui nome è noto solo a Dio. Emmanuel e Juliana lasciano alle loro spalle otto figli».

Due settimane prima Emmanuel aveva testimoniato sui conflitti tribali che lo avevano spinto a tenere al sicuro i suoi figli. Una decisione che probabilmente li ha salvati. Il pastore aveva infatti deciso di rimanere alla fattoria con la moglie per lavorare.

Queste sono state le sue parole: «Questa guerra va avanti da circa un mese nella mia regione, dall’aprile 2020. Un’altra tribù ha distrutto le nostre chiese e ha detto che aveva intenzione di distruggere la chiesa dove lavoro, che si trova a Mararraba, a Donga LGA, nello Stato di Taraba, in Nigeria. Da qualche tempo molte persone sono fuggite dalla città per motivi di sicurezza, compresa la mia famiglia, ma io sono rimasto a Mararraba pregando e sperando che Dio potesse restituire pace e protezione alla città e alla chiesa».

E continua dicendo: «La verità è che la guerra fa parte di un conflitto agricolo. Un uomo, un membro della chiesa della mia tribù, ha gentilmente donato parte dei suoi terreni agricoli ad un uomo di un’altra tribù. Ma nel 2020, l’uomo ha invaso ulteriormente i terreni agricoli senza il consenso del proprietario. Per risolvere il problema è stato istituito un comitato per la risoluzione delle controversie, con membri di entrambe le tribù. Anche se non è stato ancora risolto, l’uomo dell’altra tribù ha invitato altre 200 persone che sono venute con le armi iniziando a coltivare la terra. Quando il proprietario li ha visti, ha cercato di fermarli. L’hanno picchiato a morte mentre cercavamo di calmare la situazione in città, i giovani si sono vendicati picchiando un uomo che allora si trovava nella sua fattoria».

«Quattro cristiani della mia chiesa hanno poi deciso di lasciare il villaggio, e andare in un posto tranquillo per cercare lavoro. Sono stati picchiati, due sono stati uccisi, due sopravvissuti. Ho seppellito i due ragazzi. In sintesi, gli abitanti di una tribù hanno attaccato il mio villaggio due volte senza successo ma al terzo tentativo ci sono riusciti, uccidendo alcuni abitanti del villaggio, dando fuoco all’intero villaggio, compresa la nostra chiesa e la nostra residenza».

Fonte: InfoChrétienne.com

Leggi anche: Ucciso barbaramente dagli estremisti indù, il pastore Tilak torna in vita

Tag

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close