Comore, ministero degli Affari Islamici vieta di celebrare il Natale

di Gina Lo Piparo

Altra stangata alla libertà religiosa nelle Comore. Cristiani sempre più preoccupati.

Vietato celebrare il Natale. L’imposizione è giunta dal direttore Generale degli Affari Islamici a tutti gli abitanti dell’arcipelago delle Comore, nell’Africa Orientale. Obiettivo, naturalmente, quello di colpire i cristiani residenti nella regione.

Attraverso giornali locali e social media, la comunicazione è stata ampiamente diramata: «Il ministero degli Affari islamici, il ministero della Giustizia, il ministero degli Interni, il ministero dell’Informazione e il Mufti, con la presente condannano e vietano tutte le celebrazioni, cerimonie e attività legate al Natale in tutti i luoghi pubblici, hotel, club e case in cui tali spettacoli coinvolgono e indicano la presenza di cristiani e le loro celebrazioni nelle Comore».

Come riporta Porte Aperte, il Ministero degli Affari Islamici ha invitato la polizia e tutte le forze dell’ordine dispiegare le proprie energie nell’attuazione delle misure ritenute necessarie al blocco di ogni tipo di celebrazione, riunione e assemblea.

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«Qualsiasi celebrazione a cui partecipano Comoriani, un gruppo o un’istituzione tra il 24 e il 31 dicembre, in violazione della presente dichiarazione, sarà condannata in conformità con la legge e sarà trattata con tutta la serietà necessaria. La pace sia su tutti coloro che seguono la via di Allah», si legge alla fine del documento recante la firma di Mohamed Abdoulbak Mohammed.

Nelle Comore la libertà religiosa ha subito una severa mutilazione da dieci anni a questa parte. Nel 2009, infatti, attraverso un referendum è stata consentita la modifica della Costituzione da parte del governo ed essa oggi recita che l’Islam è la religione di stato. Parallelamente, una visione sempre più radicale si è diffusa tra i vari strati della popolazione, in particolare sulle isole di Anjouan e Mohéli. Un dato che non può che preoccupare notevolmente tutta la comunità cristiana.

Gina Lo Piparo

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