Come aprire un’edicola: costi, requisiti e informazioni utili

di Gabriele Giovanni Vernengo

Non sempre conviene aprire un’edicola partendo dal nulla. L’iter burocratico è infatti molto lungo, in quanto non solo bisogna acquistare il proprio chiosco ma anche richiedere tutte le licenze necessarie, i permessi dal Comune e prendere gli accordi con i fornitori per ricevere con costanza la necessaria fornitura giornaliera di quotidiani.

I VANTAGGI DI UN’EDICOLA GIÀ AVVIATA

Sono molteplici i vantaggi che si hanno, rilevando un’edicola già avviata, piuttosto che aprirne una nuova. Intanto, l’iter burocratico semplificato (si dovrà solamente controllare la correttezza e completezza delle licenze dell’edicolante che cede l’attività), si acquisiscono i fornitori del vecchio edicolante senza dover fare nuovamente tutte le richieste, si ha già un giro quotidiano di clientela affezionata e si conoscono gli utili degli anni precedenti. I costi per questo tipo di soluzione possono però essere molto alti, in quanto viene appunto tenuto in considerazione il valore che ha un’attività già avviata.

L’ITER BUROCRATICO DA SEGUIRE

Per avviare quest’attività è necessario: richiedere l’autorizzazione al Comune che entro 60 giorni l’approverà o rifiuterà (vige il silenzio-assenso), prendere accordi e contattare la FIEG per avere un fornitore autorizzato che ci rifornisca giornalmente con periodici e giornali.

I COSTI

Per rilevare un’edicola già avviata, è necessario un investimento minimo di 100 mila euro. Ovviamente influisce molto la zona di riferimento, gli incassi precedenti dell’edicola e la sua dimensione. Bisogna aggiungere, inoltre, le spese mensili e le tassazioni specifiche dell’attività.

Invece, per aprire un’edicola propria l’investimento iniziale non risulta molto contenuto, anche se inferiore. Solamente il chiosco ha un costo che oscilla tra i 50 mila e gli 80 mila euro, escludendo le varie spese mensili.

Se invece si decide di affittarlo le uscite mensili (utenze, banca, affitto, commercialista, ecc…) arrivano come minimo a 2mila euro, ovvero circa 24 mila euro all’anno. L’investimento è tra i 20 e i 25 mila euro. A questi costi vanno aggiunte tutte le tasse comunali e le tassazioni riguardanti ogni attività commerciale.

APRIRE UN’ EDICOLA IN FRANCHISING

Aprire una cartolibreria in franchising ha i suoi pro e i suoi contro. Tra i pro, troviamo la vasta offerta di tutti i prodotti di cancelleria, per la scuola, dalle elementare fino alla università e per l’ufficio, assicurandosi quindi una clientela fissa.

I contro si posso riassumere nella mole di adempimenti burocratici richiesto, come la presentazione della Dichiarazione di Inizio Attività presso il Comune competente, per poi aprire una regolare partita IVA ed iscriversi alla Camera di Commercio, per poter esercitare normalmente ed emettere fatture fiscali.

Il locale si appresta a zone del centro o vicino a scuole o uffici. Per il locale serve una superficie minima che si tra i 25 ei 30 metri quadrati ( questo dato varia da franchisor a franchisor). Solitamente le cartolibrarie dispongono di un arredamento minimale.

In alcuni casi, i marchi franchising offrano sia servizi di cartolibreria e sia servizi di edicola, non tutti i franchisor però lo concedono.

IL MERCATO DELLE EDICOLE OGGI

Le edicole sono oggi soggette ad una doppia crisi: quella lavorativa e quella della carta stampata. Tuttavia, questa attività, se posizionata in luoghi strategici e con una vasta offerta, potrà garantire una sicurezza di incassi .

Ad oggi, le edicole presentano vari articoli tra cui gadget, giochi per bambini, souvenir, articoli di cancelleria e molti altri. Proprio la vendita di questi articoli a garantire agli edicolanti il maggior guadagno in quanto la vendita di giornali periodici garantisce all’imprenditore un introito di solo il 20% del prezzo della carta stampata o del prezzo di copertina. Un guadagno abbastanza esiguo se si pensa ai costi.

Per valutare bene l’effettiva convenienza dell’affare, conviene redigere un piano pluriennale di previsione di costi e ricavi per stabilire il tempo di rientro dall’investimento e l’ammontare degli utili.

Gabriele Giovanni Vernengo

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