Come aiutare una donna vittima di violenza: i segnali da non trascurare

di Filippa Tagliarino

Una donna su tre subisce violenza, da quella fisica a quella psicologica, e spesso sono i partner o gli ex partner i responsabili. La violenza può culminare nell’estrema conseguenza del femminicidio, quindi, sospettare o essere a conoscenza che una donna sia vittima di violenza impone moralmente un contributo solidale.

Come capire se una donna subisce maltrattamenti

Esistono degli indicatori che messi insieme danno un chiaro segnale di un maltrattamento:

  • Psicologici: paura, stati d’ansia, stress, attacchi di panico, depressione, perdita di autostima, agitazione e auto colpevolizzazione;
  • Comportamentali: ritardi o assenze dal lavoro, agitazione in caso di assenza da casa, racconti incongruenti relativi a lividi o ferite, chiusura o isolamento sociale;
  • Fisici: contusioni, bruciature, lividi, fratture, danni permanenti, aborti spontanei, disordini alimentari.

Se si è di fronte ad una persona che rientra in questa descrizione allora le si può chiedere direttamente se è vittima di abusi. È importante offrire il proprio supporto, senza forzare e giudicare. Trasmettere calma metterà a proprio agio la donna che si aprirà al dialogo.

LEGGI ANCHE: Alzheimer, italiani scoprono la molecola che ringiovanisce il cervello.

Come approcciarsi alla vittima

  • Essere disponibili all’ascolto;
  • Rassicurarla e dare piena credibilità alle sue parole;
  • Non stupirsi dei sentimenti contrastanti verso il partner, dalla chiusura della relazione alla speranza di una riconciliazione;
  • Portarla a riflettere sul fatto che la violenza non è mai giustificabile e la colpa è sempre di chi l’agisce;
  • Fare domande specifiche per capire la gravità della situazione e se in casa ci sono armi;
  • Non prendere iniziative proprie, dando consigli avventati;
  • Dimostrarle vicinanza e solidarietà;
  • La donna spesso si trova ad essere ricattata dal proprio compagno sui figli, temendo di perderli in caso di separazione. Quindi bisogna tranquillizzarla sul fatto che non è una cattiva madre e che le violenze sono destabilizzanti per i figli;
  • La fase della separazione, in caso di maltrattamento, può risultare molto pericolosa. Il sostegno è molto importante ed è bene accertarsi che la vittima non sia lasciata da sola;
  • Infine, bisogna invitarla a rivolgersi ad un centro antiviolenza, dove sarà ascoltata e le sarà garantita la riservatezza. La linea di aiuto sulla violenza è gratuita e attiva 24 ore su 24. Il numero 1522 è per tutta Italia.

Consiglio utile per chi aiuta

Non azzardare soluzioni rapide e semplici, mettendo a rischio la propria vita, piuttosto bisogna sempre chiamare le forze dell’ordine.

Filippa Tagliarino

LEGGI ANCHE: “Ma che fai, aspettiamo un bambino, io ti amo” ma la uccide.

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un 'Mi Piace' sulla nostra pagina Facebook!

Articoli Correlati