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Colombia, la Corte Costituzionale dice no alla depenalizzazione dell’aborto

Entusiasta della decisione il presidente Ivan Duque.

La Corte costituzionale della Colombia ha deciso che non esaminerà proposte di cambiamento dei termini in cui una donna può accedere legalmente ad una interruzione della sua gravidanza, respingendo sia una istanza di tornare ad una proibizione totale sia la proposta di uno dei suoi membri di autorizzare l’aborto nelle prime 16 settimane.

La Corte si è riunita ieri, lunedì 2 marzo, e ha dapprima respinto la richiesta dell’avvocato Natalia Bernal di eliminare qualsiasi possibilità di aborto, per «difendere una vita che comincia fin dal concepimento», e poi ha votato contro (6 a 3) ad una proposta del giudice Alejandro Linares che, al contrario, chiedeva la liberalizzazione dell’interruzione della gravidanza nei primi quattro mesi di gestazione.

Come si apprende dall’Ansa, il presidente colombiano Ivan Duque, da Washington, dove si trova per discutere temi legati alla lotta al narcotraffico, ha dichiarato che, grazie alla sua scelta, la Corte costituzionale «ha mantenuto un principio favorevole alla vita».

Oggi in Colombia una donna può accedere all’interruzione della sua gravidanza senza infrangere la legge solo in tre casi: gravidanza per stupro, esistenza di una grave malformazione del feto e rischio per la salute fisica o mentale della madre.

LEGGI ANCHE: Regno Unito, il 98% dell’aborto è moralmente inaccettabile per la Chiesa anglicana.

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