Cronaca

Cocaina a 12 anni: l’emergenza tutta italiana che stiamo sottovalutando

La marijuana è solo la punta dell’iceberg: i numeri diffusi dall’osservatorio di San Patrignano sottolineano l’emergenza cocaina.

Non sono solo le canne a legare a doppio nodo i giovani italiani e la droga. L’Osservatorio di San Patrignano, comunità fondata nel 1976 da Vincenzo Muccioli, sottolinea con la sua indagine quanto la cocaina arrivi ai minorenni in modo sempre più facile.

Si comincia prestissimo: stando all’indagine dell’osservatorio, un ragazzo su due ha avuto contatti con le sostanze stupefacenti già a 12 anni.  E uno studente su 4, pari a 640 mila ragazzi e ragazze, ha fatto uso di almeno una sostanza illegale nell’ultimo anno.

L’indagine del San Patrignano, che in quarant’anni ha accolto oltre 26 mila ragazzi e ragazze (e ne ospita oggi 1.300) è stata svolta in collaborazione con le Università di Urbino, Bologna e Padova.

Tutte le ricerche sottolineano che il primo approccio avviene con la marjuana. Le canne sono l’inizio di un percorso che porta rapidamente a una discesa irrefrenabile, che tocca inevitabilmente la cocaina. E sembra proprio  che nessuno voglia parlare della cocaina, come se fosse un tabù.

Stando ai responsabili di San Patrignano, il non parlarne è ciò che danneggia e spinge di più i ragazzini ad abbracciare la polvere bianca già da giovanissimi. L’attività di prevenzione, che dovrebbe cominciare in ambito scolastico, è scarsa.

Si è registrata una battuta d’arresto che porta a una dilagante ignoranza nei confronti della dipendenza da sostanze stupefacenti. E alla voglia crescente di passare da uno spinello a una sniffata, senza rendersi conto di quanto questo possa rovinare irrimediabilmente la vita.

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